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Massimo Cacciari: conoscenza della Romania da rafforzare

30 novembre 2009

“Amando da tempo tanti esponenti artistici, poetici e filosofici romeni, per me è quasi naturale sentirvi a casa e sentirmi a casa da voi”. Massimo Cacciari

In occasione della Festa Nazionale della Romania che si celebra il 1 dicembre, il Teatro La Fenice di Venezia ha ospitato il 22 novembre un concerto straordinario organizzato dall’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia (Irccu). Per l’occasione dell’evento, la direttrice dell’Istituto, Monica Joiţa, ha consegnato al sindaco Massimo Cacciari l’Ordine Nazionale al Merito in Grado di Grande Ufficiale, conferitogli, su proposta del presidente dell’Istituto Culturale Romeno, Horia-Roman Patapievici, dal capo dello stato romeno Traian Basescu “in segno di riconoscimento per i suoi meriti speciali nella promozione e lo sviluppo delle relazioni culturali romeno-italiane, per la promozione dell’immagine reale della Romania e per il sostegno ai romeni in Italia”.

Il concerto è stato registrato e diffuso da Rai Radio, Radio Romania ed EBU (European Broadcasting Union).
Il programma del concerto ha incluso lavori di Beethoven, Mozart, Rossini, Verdi, Puccini, Nicolae Kirculescu, George Enescu, Ciprian Porumbescu ed Eduard Caudella. Solisti del concerto sono stati il soprano Leontina Văduva, il violinista Alexandru Tomescu, che ha suonato uno Stradivari, e il pianista Horia Mihail, accompagnati dall’Orchestra del Teatro La Fenice, diretta dal maestro Andrea Battistoni.

Nell’intervista concessa in occasione dell’evento alla Radio Romania Internazionale, Massimo Cacciari ha ricordato l’importanza degli scambi culturali italo-romeni in epoca moderna, soprattutto durante il Risorgimento (quest’anno si compiono 130 anni di relazioni diplomatiche tra i due Paesi) e nel primo Novecento, dichiarandoo che “è impensabile lo sviluppo di una cultura umanistica italiana, latina, senza il rapporto e l’apporto della cultura romena”. Soprattutto ora, da quando la Romania è all’interno della Unione Europea, ha aggiunto il filosofo, i legami tra l’Italia e la Romania vanno ribaditi e rafforzati in tutta la loro importanza”.

Cacciari ha anche ricordato i problemi reali di comprensione, integrazione e la collaborazione tra la società italiana e i popoli di altra cultura o nazionalità, dichiarando che che “bisogna fare di tutto affinché all’immagine sbagliata, all’immagine stereotipa della cultura, del popolo e della nazione romena, si sostituisca l’immagine reale, cioè di un grande Paese, di un grande Paese necessario alla cultura europea – e quindi alla stessa comunità economica e politica europea , e quindi, farlo conoscere sempre di più, farlo apprezzare sempre di più nei suoi effettivi valori”.

Uno sforzo comune da fare, in cui bisogna affidarsi sempre di più alle nuove generazioni: “è su di loro che dobbiamo sperare”.

Fonte: www.rri.roL’intervista  radiofonica a Massimo Cacciari  può essere ascoltata qui. Un articolo correlato, sul sito web dell’Istituto Romeno di Venezia.

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