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Romania al voto, tra instabilità e recessione

22 novembre 2009

BUCAREST (ANSA), 22 nov. 2009 – Elezioni presidenziali, oggi in Romania, in un clima di instabilità politica e recessione economica tre anni dopo l’ingresso nell’Ue del primo gennaio 2007. Circa 18,3 milioni di romeni sono chiamati a eleggere, scegliendo tra 12 candidati, il nuovo capo dello stato per i prossimi cinque anni. Un voto ritenuto cruciale per porre fine alla crisi politica del Paese, guidato da circa due mesi da un governo di minoranza dei democratico-liberali (Pdl), sfiduciato dal Parlamento lo scorso ottobre.

Traian Basescu

Se alle presidenziali del 2004 l’affluenza superò il 55%, ora, alla luce della crisi che ha rafforzato la sfiducia dei romeni verso la politica, si prevede che sarà più bassa. Dopo nove anni di crescita economica continua, nel 2009 la recessione ha portato la disoccupazione al 7,1% e una contrazione economica stimata all’8% per fine anno. Per far fronte alla crisi, il governo di Bucarest ha concordato un prestito di circa 20 miliardi di euro con Fondo monetario internazionale (Fmi), Commissione europea, Banca mondiale e Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Bers).

I principali problemi restano però la corruzione e la mancanza di riforme strutturali. Secondo la classifica 2009 di Transparency International, presentata nei giorni scorsi, la Romania è il più corrotto degli stati Ue, principalmente a causa della crisi del sistema giudiziario. Il presidente uscente Traian Băsescu, che corre ora per un secondo mandato, aveva vinto le elezioni del 2004 usando come cavallo di battaglia la lotta al ”sistema scellerato”, come definiva la corruzione. Durante il suo mandato diversi politici sono stati indagati per presunti reati di corruzione, ma nessuno e’ finito in galera.

“Băsescu è stato sconfitto dal sistema scellerato”, ha scritto sul quotidiano Evenimentul zilei lo scrittore Mircea Cărtărescu. A suo avviso, il presidente è vittima degli avversari che in campagne denigratorie di gruppi media privati a loro vicini si sono vendicati del fatto che egli ha condannato il comunismo e aperto gli archivi della Securitate, l’ex polizia politica del regime.

Crin Antonescu

Insoddisfatto dei risultati del suo primo mandato Băsescu vorrebbe ora seconda chance per modernizzare il Paese e riformare lo Stato. Perciò ha convocato nel giorno delle presidenziali anche un referendum per il passaggio a un parlamento unicamerale e la diminuzione da 471 a 300 del numero dei deputati, considerati corrotti da una buona parte dell’opinione pubblica. Secondo i commentatori, in questo modo Băsescu, la cui popolarità e’ calata, tenta di recuperare consensi. Ha chiesto anche il monitoraggio alle elezioni dell’Osce, l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, dopo accuse di brogli dello sfidante socialdemocratico Mircea Geoană, che potrebbe batterlo al ballottaggio.

Mircea Geoana

Ma non è detto che sia Geoană ad arrivare al secondo turno: alcuni commentatori pensano che potrebbe arrivarci il candidato liberale Crin Antonescu, che tra le misure anticrisi propone tagli alle tasse.

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Euronews: La Romania elegge il suo presidente

Corriere della Sera sul candidato outsider Remus Cernea, militante per i diritti civili ed esponente dei Verdi: Il vincitore indiscusso della guerra elettorale sul web è Remus Cernea, al punto che c’è già chi lo ha soprannominato “il candidato Facebook”.

Remus Cernea

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