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Lettera aperta al senatore Badea

7 marzo 2009

Lettera aperta al Senatore Viorel Badea,

al Ministro Diaconescu, al Ministro Frattini

Roma, 3 marzo 2009

Gentile Sen. Badea, Illustrissimi Ministri,

Secondo le dichiarazioni del Sen. Badea del 23 gennaio a Roma, nel corso della conferenza stampa all’Accademia di Romania, a Bucarest alcuni parlamentari “non gradirebbero” che un italiano sia dirigente di movimenti associativi italiani che si occupano dei diritti dei Romeni e dei rapporti tra Italiani e Romeni. Inoltre, lo scorso 8 febbraio a Catania il Sen. Badea si è rifiutato di incontrare i romeni dell’associazione Siculo – Romena perché il presidente è un italiano.

Premesso che la Presidente del movimento degli imprenditori italiani in Romania è di nazionalità romena, sul punto vorremmo sapere:

1) chi sono questi parlamentari;

2) se per i due Ministri degli Esteri tali affermazioni non rappresentano un’ingerenza negli affari interni di uno Stato (quello italiano) considerato che si tratta di associazioni italiane con sede in Italia e di diritto italiano;

3) fino a quando si deve tollerare l’ingerenza delle istituzioni e della politica romena in merito alle attività di tali associazioni italiane;

4) perché i politici e le istituzioni non intervengono in occasione di gravi violazioni di legge e di principi basilari di correttezza, democrazia e convivenza, come è accaduto nelle scorse settimane in merito alla Federazione delle Associazioni per i Romeni in Italia, e sul punto cosa ne pensa l’On. Badea, senatore PDL, responsabile dei Romeni all’estero, considerato anche che tra le persone che hanno partecipato al blitz fraudolento a danno di FARI compare anche il vice presidente della filiale del Suo partito a Roma, dato che tali comportamenti danneggiano l’immagine dei Romeni ed impediscono all’associazionismo di svolgere il suo ruolo essenziale per la società, per il suo sviluppo e modernizzazione.

Vorremmo a questo punto ricordare che l’Ambasciata Romena a Roma invia corrispondenza alle associazioni cosiddette “romene” o “dei romeni”, ovvero alle associazioni italiane che si occupano dei diritti dei romeni e dello sviluppo dei rapporti tra romeni ed italiani, esclusivamente in lingua romena e tiene incontri solo in lingua romena, escludendo così quei cittadini italiani che tanto si prodigano per il rispetto dei diritti dei romeni in Italia e per i rapporti di amicizia tra i due popoli.

Del resto, le Autorità romene, i partiti politici romeni e persino molte associazioni fanno confusione a questo riguardo, continuando a chiamare anche nei documenti ufficiali “associazioni romene” quelle associazioni che sono per i romeni e, nella maggior parte dei casi, di romeni, le quali possono essere chiamate “romene” solo impropriamente, in quanto comunque italiane. Occorre inoltre ricordare che l’elezione dei Presidenti e degli organi delle singole Associazioni o Federazioni, a prescindere dalla nazionalità o dall’origine delle persone, è una libera opzione che spetta ai soli soci membri di tali organizzazioni democratiche.

Tanto premesso, si chiede di valutare se determinati comportamenti e dichiarazioni non creino una inaccettabile discriminazione nei confronti dei non-Romeni impegnati in Associazioni italiane, che potrebbe stimolare già frequenti atti discriminatori nei confronti dei Romeni all’estero.

Infatti, anziché auto-ghettizzarsi o essere spinti verso l’auto-ghettizzazione, i Romeni dovrebbero invece essere spronati ad aprirsi ai rapporti con i cittadini italiani e con cittadini di altre nazionalità, ai fini di un maggiore impegno ed una partecipazione paritaria rispetto ai cittadini italiani, soprattutto nei processi sociali e politici riguardanti l’intercultura e l’immigrazione.

In tal modo, l’associazionismo potrebbe e dovrebbe essere davvero un luogo naturale e fertile di incontro tra le due culture.

Per i contenuti della presente, si ritiene utile invitare a questo dibattito, a questa rispettosa riflessione, anche l’UNAR, per eventuali iniziative in merito.

Horia Corneliu Cicortas, presidente FIRI (Forum degli Intellettuali Romeni d’Italia)

Giovanni Falsone, presidente As. Sicula-Romena

  1. 8 marzo 2009 alle 18:58

    Sono totalmente d’accordissimo con tutto quanto enunciato sopra! Tutto sommato siamo in Italia, mica in Romania e poi mi sembra realmente aberrante far finta di nulla in riferimento all’attività di centinaia di associazioni italianissime che aiutano gli immigranti, tra cui una grande fetta romena! Che poi lo Stato Romeno ci mette lo zampino, tutto prende addirittura una piega a dir poco kafkiana!

  2. giovanni
    8 marzo 2009 alle 21:13

    Sono totalmmente contro con tutto quanto enunciato sopra ! Prima di tutto vorrei sapere se, questi firmatari della lettera, hanno fatto qualcosa per la comunita’ dei romeni in Italia. Per quanto gli conosco io (soprattutto il “legendario Falsone”)hanno portato solo problemi nella comunita’ dei romeni di Sicilia. Secondo: Io ha partecipato a quel incontro all’Accademia di Romania (non e’stata conferenza stampa) il quale viene accennato nella lettera ed il contesto in cui il nostro senatore ha parlato dell’argomento e’ stato ben diverso: cioe’ ha riferito ai MOVIMENTI ASSOCIATIVI ROMENI DIRETTI DAGLI ITALIANI, e non ai movimenti associativi italiani che si occupano dei diritti dei Romeni. Che falso, dott. Falsone !! E, aproposito, VeronicaD, non e’ lo Stato Romeno quello che ci mette lo zampino, ma un altro stato…

  3. FIRI
    8 marzo 2009 alle 23:33

    Gentile Signore, il contesto della lettera aperta non è quello di verificare chi e cosa abbia “fatto qualcosa per la comunità dei romeni in Italia”, come Lei dice (ammesso che esista una comunità in quanto tale), ma quello delle affermazioni del Sen. Badea. Parlare di “movimenti associativi romeni diretti da italiani” non ha alcun senso, dato che si tratta di associazioni italiane, cioè attive in Italia e di di diritto italiano. Quindi è inutile e fuorviante porre il problema in tali termini, falsamente “patriottici”. Oltre che va denunciata l’ingerenza politica nell’associazionismo, di qualsiasi partito si tratti.
    Horia Corneliu Cicortas

  4. giovanni
    10 marzo 2009 alle 22:58

    Egregio Intellettuale, Caro Padrone nostro, a noi umili e non educati lavoratori NON INTERESSA CHE DICE QUALCUNO, MA QUELLO CHE FA PER NOI, COME CI RAPPRESENTA, COME LOTTA PER IL NOSTRO BENE. Provate magari una volta guardare l’essenza delle cose, il fatto, non la parola (che sempre vola) caro INTELLETTUALE! Io, come cittadino romeno residente in Marcellina non mi ricordo di averLa visto magari una volta nella nostra comunità! Dove siete, voi, i nostri protettori?

  5. FIRI
    11 marzo 2009 alle 10:23

    Egregio cittadino di Marcellina, effettivamente io non sono venuto nella Sua comunità, come anche Lei non è venuto nella mia comunità (che non è necessariamente una di tipo etnico, come la Sua). Detto ciò, le ricordo che l’impegno civico degli intellettuali non è meno importante di quello dei politici o dei religiosi, anche se si misura con criteri diversi dal Suo. A volte una presa di posizione pubblica, come quella di Umberto Eco nei giorni scorsi, può essere più efficace di tante visite politiche in mezzo alla “comunità”. Infine, la prego di non deviare in temi off-topic o commenti fuorvianti o addirittura ingiuriosi (“padrone nostro”). L’argomento della lettera non è l’operato in sé del sen. Badea o il suo impegno per i romeni, ma alcuni fatti precisi, gravissimi per l’associazionismo italo-romeno; questo lo capisce chiunque abbia un po’ di buon senso. Spero che anche Lei ne sia dotato, se vogliamo dialogare in modo civile e non pretestuosamente.
    Cicortas

  6. Figaro-n sus,Figaro-n jos
    11 marzo 2009 alle 19:17

    E…greggio rău de tot nenea Giovani.
    Spui ca ai fost in sala, cu ocazia acelui “eveniment”!? Ei bine eu te cred!
    Ceea ce nu cred e ca nu esti cine vrei sa pari.
    Cu tot respectul pentru spectatorii de la Academie,indraznesc sa afirm ca din cei 20 de participanti,doar 3 sau 4 sunt capabili sa scrie in Italiana. Cunoscindu-i bine pe cei 3 (aproximativ 3), ii exclud. Ramine deci un singur nume, persoana importanta,care s-ar fi putut mimetiza sub frumosul pseudonim “Giovanni”!
    Daca tu don Giovanni locuiesti la Marcellina, eu locuiesc la…Padova si..”numele meu e Mozart! …Wolfgang Amadeus Mozart”!
    …………..
    Egregio, anzi e-greggio Giovanni, tu dici di essere stato presente in sala a quell’evento? E va bene, ti credo! Ma credo che tu non sia ciò che vuoi sembrare. Con tutto il rispetto per quelli che erano presenti all’Accademia, oso affermare che tra la ventina di partecipanti, solo 3 o 4 sono capaci a scrivere in italiano. Conoscendo bene questi 3, li escludo da questi tuoi commenti. Resta allora un solo nome, persona importante, che potrebbe essersi mimetizzata sotto il bel pseudonimo “Giovanni”. Ma se tu, don Giovanni, abiti a Marcellina, allora io abito a Padova e il mio nome è Mozart! Anzi, Wolfgang Amadeus Mozart!

  7. giovanni
    11 marzo 2009 alle 22:24

    Caro Figaro-n stanga, Figaro-n stanga, iti propun sa ne vedem maine seara in fata primariei Marcellina, ora 20.00: 1,75 m, blugi gri, camasa alba, raspund la numele de Giovanni. E a proposito, Barbie-ere, non c’erano solo 3-4 che parlavano l’italiano. Ce n’erano di piu’, ma il tuo naso troppo in alto non ti ha permesso di vedere quello che ti circondava. In bocca al lupo vere Puccini (oppure Pulcini) ! M.M.

  8. Figaro.-n sus,Figaro-n jos
    11 marzo 2009 alle 22:50

    Mio caro Giovanone, mi dispiace per te, se non sei riuscito a capire, ma io stavo parlando di quelli che sarebbero in grado di esprimere un concetto per iscritto! Se ci tengo alla sensibilità del mio naso, è semplicemente perché non gradisco la puzza della retorica di due-quattro soldi!
    PS. Giovani sta per “Ion” oppure per “tinereii'”!?
    Non faticare a rispondere, era una domanda retorica!
    Grazie della tua comprensione, non che collaborazione.
    In fede,
    Figaro e su!
    PPS. Perdonami se domani ti darò “buca”, ma ho del meglio da fare!

  9. I romeni che hanno ricevono aiuto dall'Ass. SI. RO. di Catania
    20 marzo 2009 alle 18:49

    Vorrei Sottolineare che anche Il Popa della Chiesa Ortodossa Romena di Catania – il quale asserisce di essere anche il rappresentante del Governo Romeno a Catania – ha dichiarato più volte di non riconoscere le associazioni per i romeni il cui presidente sia un italiano.
    Peccato che continua a seminare odio invece che amore.
    Da ultimo, questo è veramente vergognoso, durante l’Omelia ha mortificato i volontari dell’Associazione Siculo – Romena presenti alla messa domenicale affermando che “i volontari della SI.RO. prendono solo in giro e non fanno niente per nessuno”. L’indignazione è stata molto forte. Forse la sua giovane età non lo aiuta a discernere e ricercare il buono in chi gratuitamente sta veramente aiutando l’intera comunità romena di Catania che ogni giorno, ormai da due anni, si reca nella sede di Catania in via Messina 340/342 per chiedere e ricevere tutto quello, che i tanti volontari, sia italia che romeni, riescono con grande cuore, sacrificio e coraggio a dare. Noi li ringraziamo, anche per le tante vite salvate.

  10. 4 aprile 2009 alle 22:05

    Stimate domnisoare, doamne si domni,
    Va rog sa faceti toti “un pas inapoi” si sa rationam un pic !
    Parerea mea este ca adevarul se afla la mijloc, si ca atare trebuie sa admitem ca nu poate exista o asociatie “A” romanilor cu o conducere italiana, (pentru ca atunci s-ar chema “PENTRU” romani), dar nici nu putem sa NU avem in mijlocul nostru atatea personalitati italiane care se implica in problematica romana, cu experienta politica autohtona si cu dragostea pe care ne-o demonstreaza.
    Trebuie deci sa gasim “solutia de mijloc”, care dupa opinia mea consiste in:
    1. Reunirea tuturor romanilor si italienilor care au aceleasi interese manifestate pana in prezent, intr-o unica organizatie FARA CULOARE POLITICA, sub conducere MAJORITARA romanesca si cu o importanta reprezentanta italiana. Primul pas ar fi o intalnire a tuturor celor care doresc sa-si aduca contributia la formarea unei organizatii, care sa tuteleze interesele romanilor din Italia si sa promoveze prietenia romano-italiana.
    2. Punerea bazelor pentru asigurarea structurilor logistice indispensabile unei bune interactiuni ale organizatiei cu romanii rezidenti ( birou de avocatura, birou de plasare, birou de commercialisti, birou de informatii, etc.).
    3. Stabilirea liniei politice de recomandat rezidentilor, in preajma evenimentelor electorale , prin intermediul tratativelor cu partidele autohtone si a dezbaterilor cu alegatorii ( foarte important un Forum on line ). Sa nu uitam ca vorbim de un bazin electoral care sa poata influenta radical echilibrul alegerilor !
    4. Centralizarea raporturilor cu Guvernul Romaniei, care trebuie sa aiba UN ROL IMPORTANT si pentru motivul ca noi totusi VOTAM PENTRU POLITICE IN ROMANIA ( in atentia celor care nu vor o astfel de implicare )
    5. Punerea bazelor unei noi gandiri, care sa ne gaseasca “pronti” la marile schimbari ce vor veni in viitorul apropiat !

    Lista ramane deschisa altor contributii.
    Imaginati-va ce s-ar intampla daca toti romanii rezidenti ar vota la unison !!!
    In mod sigur nu am mai asista la Circul Mediatic de azi !
    Nu este usor, dar daca se actioneaza intradevar pentru binele Comunitatii, este posibil.
    Passaparola !
    Giovanni il romeno

  11. Mario
    9 agosto 2009 alle 22:08

    E’ bene che la FARI ha espulso un nazionalista come Dragos Dumitru Eugen da coordinatore , odia gli Italiani e abita a Novara, si e’ aperto anche un dosar penale nei suoi confronti, ma che gente avete con voi? Badescu, Dumitru, ecc.ecc. tutti per il loro portafoglio.

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