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24-25 maggio, Milano: Forum della comunità romena d’Italia

23 maggio 2008

24-25 maggio: Si è svolto a Milano il primo Forum della comunità romena d’Italia. I rappresentanti della diaspora romena in Italia (associazioni, personalità del mondo culturale, rappresentanti dei culti religiosi, dei sindacati e dei partiti) hanno incontrato i rappresentanti del governo di Bucarest.

Il Forum è stato organizzato dal Consolato Generale della Romania a Milano, in collaborazione con un gruppo d’iniziativa di alcune associazioni e col sostegno del DPPR (Dipartimento per le relazioni con i romeni nel mondo, del Ministero romeno degli affari esteri, MAE). L’evento è nato per iniziativa del premier Călin Popescu-Tăriceanu, che lo aveva proposto durante la sua visita in Italia, nel novembre 2007. Sono stati presenti il segretario di stato romeno Mihai Gherghiu, e l’ambasciatore in Italia Răzvan Rusu. I 150 partecipanti hanno rappresentato un’ottantina di associazioni romene d’Italia, oltre agli organizzatori, ospiti istituzionali, giornalisti ecc. I rappresentanti della diaspora romena in Italia – associazioni, personalità del mondo culturale, rappresentanti dei culti religiosi, dei sindacati e dei partiti – hanno affrontato insieme ai rappresentanti del governo di Bucarest un’ampia tematica, suddivisa in cinque sezioni: 1. lo sviluppo e la coesione della realtà associativa; 2. l’educazione in lingua romena; 3. il reinserimento socio-professionale e le opportunità imprenditoriali; 4. l’impatto dell’infrazionalità sull’integrazione della comunità romena nella società italiana; 5. l’immagine della comunità romena in Italia.

Il Forum è stato innanzitutto un’occasione per molti rappresentanti della diaspora di conoscersi e di individuare linee future di collaborazione. Lo stesso segretario di stato Gheorghiu ha dichiarato che è stato raggiunto il principale obiettivo del Forum, quello di “aumentare il grado di solidarietà della comunità romena d’Italia”, come punto di partenza per futuri incontri annuali.

In un’intervista alla televisione romena TVR International, l’ambasciatore romeno presso la Santa Sede, Marius Lazurcă, ha sottolineato il ruolo “cruciale” delle chiese nelle comunità della diaspora, e in particolare quello della Chiesa cattolica italiana, che in molti casi ospita le parrocchie ortodosse romene. Anche il console generale della Romania a Milano, T.G. Dinu, ha auspicato l’unificazione di una comunità nota piuttosto per il suo individualismo, a pochi giorni dall’inaugurazione della prima Diocesi ortodossa romena d’Italia.

A sua volta, George Tesereanu, presidente dell’associazione Democrazia e Libertà, ha messo in risalto il “bonus di governabilità” rappresentato delle rimesse degli emigrati inviate in Romania, definendo la comunità romena all’estero “una delle più efficienti aziende della Romania”. Tesereanu ha parlato dell’importanza di una selezione qualitativa nel processo di federalizzazione del mondo associazionistico romeno, ai fini si una promozione efficiente della comunità. Un’idea, questa, convergente con quella espressa dall’avv. Fabio Galiani, dell’associazione Euromeni d’Italia, che ha auspicato un “associazionismo qualificato”.

Nel suo intervento, il consigliere presidenziale Cătălin Avramescu ha letto il messaggio di Traian Băsescu rivolto ai partecipanti al Forum, sottolineando in seguito l’importanza del rispetto delle leggi del paese in cui gli emigrati vivono e la necessità di cambiamenti positivi nella società romena (che è la fonte di molti problemi sociali con cui si confrontano gli emigrati). Da parte sua, l’ambasciatore Razvan Rusu si è impegnato nell’assicurare cambiamenti importanti nel funzionamento delle missioni diplomatiche in Italia. (A questo proposito, Crina Suceveanu dell’Associazione Nicolae Bălcescu di Palermo ha chiesto un abbassamento delle tariffe praticate per i vari servizi consolari, da molti ritenuti troppo care).

Oana Marinescu, del Ministero degli Affari Esteri, ha parlato a lungo dei danni subiti dalla comunità romena a causa della drammatizzazione mediatica di alcuni casi di cronaca, e a incoraggiato i romeni d’Italia a mantenere contatti sia con la stampa romena che con la stampa italiana, comunicando le loro iniziative culturali e invitando i rappresentanti della stampa locale alle varie azioni e iniziative intraprese, ai fini di controbilanciare il peso eccessivo che le notizie negative riscuotono talvolta nei mass-media italiani.

Sono stati discussi inoltre temi come: i programmi di incentivazione del ritorno dei lavoratori romeni in patria, la protezione dei minori, l’integrazione sociale della minoranza rom, il programma-pilota di insegnamento nelle scuole italiane dei corsi di lingua e civiltà romena, l’importanza della diplomazia culturale, il voto elettronico per i residenti all’estero.

Pur senza deliberazioni o documenti sottoscritti, il Forum è stato un primo passo per l’organizzazione e il coordinamento della comunità romena in Italia, e probabilmente nei prossimi mesi darà i primi frutti di un lavoro che richiederà coesione, intelligenza e perseveranza.

C.H. Cicortas, Veronica Drugas

  1. 12 luglio 2008 alle 22:50

    Se poate spune ca FORUMUL a nascut FEDERATIA ? Daca da, ma intreb ce rost are o structura paralela LRI, avand in vedere ca va adresati persoanelor juridice ( asociatiile ) care reprezinta persoane fizice ( cetatenii romani din diaspora )…!
    Cu stima si simpatie, domnule C.H.Cicortas.
    Dumitru Ilinca

  2. FIRI
    16 luglio 2008 alle 15:26

    Stimate domn, vă mulţumim pentru comentariu. Cred că aspectul pozitiv principal al forumului de la Milano a fost însăşi desfăşurarea lui, dând astfel un prilej asociaţiilor de a se cunoaşte între ele, înainte – şi dincolo – de chestiunea federalizării acestora. In ce priveşte structura paralelă de care vorbiţi, ea nu ne priveşte, căci FIRI nu şi-a propus să se substituie altei federaţii, asociaţii sau partid, ci să se articuleze într-o voce a intelectualităţii româneşti din Italia.
    Cu urări de bine, Cicortaş

  3. 8 agosto 2008 alle 22:43

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  4. Blablabla
    5 maggio 2009 alle 12:27

    Ah pif ma vaffanculo và…
    Lo stato di merda lo abbiamo noi italiani con ‘sta gente come te che non solo sta in giro a rompere il cazzo ma pure al governo. Tutta gente che fa d’un filo d’erba un fascio, che pensano che la xenofobia sia una virtù e che dimenticano facilmente quanto siamo stati bastardi noi in nord e sud america quando emigrammo.
    Studia un po’ la storia italiana prima di parlare che di gente così ne facciamo volentieri a meno…

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