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Funerali di Chiara Lubich

18 marzo 2008


Si sono svolti oggi pomeriggio, nella Basilica S. Paolo a Roma, i funerali di Chiara Lubich, fondatrice e presidente del movimento ecumenico dei Focolari, morta nei giorni scorsi all’età di 88 anni.
Chiara Lubich è una delle figure più rappresentative del dialogo interreligioso e interculturale. Grande amica di Giovanni Paolo II e anche dell’attuale Papa, Benedetto XVI, ha avuto l’intuizione di fondare uno tra i movimenti più innovativi del mondo ecclesiastico, presente oggi in 87 nazioni con 780 comunità sparse in tutto il mondo: 140 mila membri attivi e oltre 2 milioni di aderenti alla spiritualità del Movimento. Unità, pace e dialogo tra popoli e culture: questi i tre pilastri dei Focolari.
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Chiara Lubich (il suo nome di battesimo è Silvia) nasce a Trento, il 22 gennaio 1920, da una famiglia di tipografi. Suo padre perse il lavoro a causa delle sue idee socialiste e così tutta la famiglia visse anni di estrema povertà. Per mantenersi e pagarsi le spese universitarie (si iscrisse a filosofia a Venezia), sin da giovanissima, diede lezioni private e agli inizi degli anni ’40 insegnò nelle scuole elementari nella città natale. Durante la Seconda Guerra mondiale, Silvia scelse “Dio Amore” come proprio motto di vita. Condivise questa idea con un piccolo gruppo di compagne, che come lei si erano formate nell’Azione Cattolica. Il 7 dicembre 1943, sola in una cappella, fece a Dio la promessa di donarsi a lui per sempre, e scelse di cambiare il suo nome in quello di Chiara, in onore della santa di Assisi. Questa data è considerata l’inizio del Movimento dei Focolari.
Al parlamento italiano, nel 1948, incontrò lo scrittore, giornalista e deputato democristiano Igino Giordani, da lei poi ribattezzato “Focò”, ritenuto cofondatore del movimento per il suo contributo all’incarnazione nel sociale della spiritualità dell’unità.
Nel 1962, Papa Giovanni XXIII diede la prima approvazione al movimento; tuttavia gli statuti vennero approvati solo nel 1990 da Giovanni Paolo II.
Nel 1964 Chiara Lubich fondò la cittadella di Loppiano nelle colline del Valdarno, presso Firenze, prima di una serie di cittadelle in vari paesi del mondo, dove l’obiettivo è vivere la spiritualità dell’unità a tempo pieno in tutti gli aspetti della vita. Nel 1966 diede vita al Movimento Gen (Generazione Nuova), rivolto ai giovani.
Nel 1984 Giovanni Paolo II visita il Centro internazionale di Rocca di Papa. Riconosce nel Movimento i lineamenti della Chiesa del Concilio, e nel suo carisma un’espressione del “radicalismo dell’amore” che caratterizza i doni dello Spirito nella storia della Chiesa.
Nel 1991 visita il Brasile e, colpita dalla miseria delle favelas, lancia l’Economia di Comunione, prospettando una nuova teoria e prassi economica basata anche su una diversa distribuzione degli utili (un terzo per lo sviluppo dell’azienda, un terzo ai poveri, un terzo alla formazione dei membri del movimento) e aggregando in breve tempo un migliaio di aziende.
Nel 1994 è nominata tra i presidenti onorari della Conferenza mondiale delle Religioni per la pace (Wcrp).
Dal 1997 al 1998 si dedicò ad aprire nuove prospettive per il dialogo interreligioso. Nel 1981 fu la prima donna cristiana ad esporre la propria testimonianza in un tempio a Tokyo di fronte a 10.000 buddhisti, e nel 1997 in Thailandia a monache e monaci buddhisti. Qualche mese dopo, nella storica Moschea ‘Malcolm X’ di Harlem a New York, parlò di fronte a 3.000 musulmani afro-americani ed in Argentina alla comunità ebraica di Buenos Aires.
Nel 2001 infine, va in India: si apre una nuova pagina nel dialogo del Movimento con il mondo indù. La pacifica rivoluzione evangelica che parte da Trento suscita l’interesse anche di persone senza una fede religiosa. Con il mondo laico si svilupperà infatti un dialogo sulla base dei grandi valori umani come solidarietà, fraternità, giustizia, pace e unità tra singoli, gruppi e popoli.
Un impegno, quello di Chiara Lubich, che va oltre l’aspetto religioso, ma intacca anche quello civile e politico. Nel 1997 viene invitata a parlare dell’unità dei popoli ad un Simposio al Palazzo di Vetro dell’Onu; un anno dopo interviene a Berna alla celebrazione per il 150esimo della Costituzione Svizzera. Sempre nel 1998, a Strasburgo, la Lubich presenta l’impegno sociale e politico del Movimento ad un gruppo di deputati del Parlamento Europeo e l’anno successivo interviene alla Conferenza per il 50esimo del Consiglio d’Europa su “Società di mercato, democrazia, cittadinanza e solidarietà”, presentando l’esperienza dell’Economia di Comunione.
Tra i premi ricevuti, quello Templeton, a Londra, nel 1977 per lo sviluppo della religione; a Parigi, nel 1996, l’UNESCO le conferisce il Premio per l’Educazione alla Pace. Nel 1998 a Strasburgo riceve dal Consiglio d’Europa il Premio Diritti Umani ’98. Ha ricevuto numerose lauree honoris causa e cittadinanze onorarie in Italia ed all’estero.

(fonti: La Stampa, Ansa).

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