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La TV iena

8 dicembre 2007

Simona Valan, Enrico Cora

La TV iena

Soggetto pericoloso, violento, criminale, senza dimora, assassino senza scrupoli, sfruttatore di donne e minori, spacciatore, delinquente: sembra l’identikit di un ricercato boss malavitoso, in realtà una carrellata di caratteristiche associate ai romeni dai mass media, in seguito al delitto di Roma in cui ha perso la vita la donna Giovanna Reggiani.

Più che esercitare il dovere di cronaca, i mass media hanno sfruttato l’onda di episodi violenti di questo periodo, consci del fatto che la crudeltà e la barbarie catturano l’attenzione della primitiva coscienza umana (un esempio sono gli incidenti causati da autisti distratti da un tamponamento avvenuto sulla corsia opposta) facendo così salire l’audience, ma anche il panico tra quella “gente comune”, il cosiddetto italiano medio, disinteressato ad analizzare a fondo i fatti e che dà per sacra la voce di Mamma tv. Il risultato di questo binomio tra una televisione spettacolarizzata e uno spettatore poco critico lo si è visto nelle settimane scorse. Gli italiani sono stati guidati dai mass media a spostare i loro timori dagli albanesi ai talebani e ora ai romeni. Eppure, noi italiani dovremmo essere i primi a non fare di tutta l’erba un fascio, visto che a tutt’oggi nel mondo veniamo ancora definiti “pizza, mafia e mandolino”.

La scia di diffidenza e di paura nei confronti dei rumeni diffusa dai giornali e dalle tv è stata oggetto del servizio della “iena” Enrico Lucci, noto per le sue indagini irriverenti, che ci ha mostrato come ci inganna la stessa tv per cui lavora. La trasmissione dell’8 novembre scorso si apre con titoli forti, stralci di giornali zoomati che riportano le malefatte compiute dagli immigrati rumeni. L’enfasi è sui reati e sui numeri, che accresce l’odio nel sangue degli italiani già ribollente di rabbia, perché l’italiano di questi tempi si è fatto una immagine negativa del rumeno. Ecco allora che, capendo la richiesta del popolino, Lucci ti inquadra il “colpevole”… ma lo spettatore è spiazzato. Quel che si trova di fronte è ora un perito elettronico, ora una giornalista, ora un dirigente, ora un intermediario finanziario, per dire che, insomma, si tratta di persone educate, con un lavoro e una dimora, che non hanno niente in comune coi “delinquenti” tranne che la nazionalità. Il realizzatore chiede loro di rivolgersi ai connazionali rei. Come ci si aspettava, la reazione naturale – di “buon senso” – è quella di invitare i cattivi a ritornare nel paese d’origine per ridare tranquillità alla società italiana e purezza all’immagine dei buoni immigrati dell’Est.

Perché Lucci mostra una bandiera rumena alle loro spalle? Perché sa che le immagini fanno più presa sullo spettatore: vuole dirci che l’associazione corretta con la Romania è rappresentata dalle persone intervistate davanti alla bandiera, e non da ciò che mostrano le cronache nere dei giornali. I delinquenti a strisce blu, gialle e rosse sono pochi, ma hanno più spazio sotto i riflettori. Purtroppo, nemmeno uno degli “intervistati” ha chiesto allo stato italiano di fare il suo dovere, cioè di punire i colpevoli, qualunque sia la loro nazionalità. Il fatto che la trasmissione non abbia messo l’accento su questo è ciò che più infastidisce, perché il vero problema da focalizzare in Italia è proprio questo: il rispetto della legge e l’applicazione della giustizia. Del resto, la violenza c’è sempre stata, e va ricercata anche nel degrado sociale e culturale diffuso in certe aree e in certi ambienti.

Gli autori de “Le iene” sapevano benissimo che, impostando le “interviste” in un certo modo, dalle bocche degli interpellati sarebbero piovuti soli insulti e accuse verso i loro connazionali incolpati.

Restano, perciò, forti dubbi sulla pertinenza e sugli effetti di un simile procedimento giornalistico, che ci pare abbia trascurato i requisiti di una decorosa deontologia professionale.

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  1. EU
    12 dicembre 2007 alle 00:36

    Vi posso dire da testimone che l’impostazione del servizio (domande e risposte quiz) è stata fatta sulla denuncia e condanna dei delinquenti da parte della gente comune che con essi non ha a che fare! Tuttavia alcune risposte non sono aparse nel servizio. Comunque ad un certo momento è stato trasmeso un messaggio allo stato Italiano di fare il suo dovere, da parte dell’intervistato che ha chiesto per i delinquenti l’ergastolo con “LA GARANZIA DELLA PENA”! Di più non si poteva fare!

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