“Volevo dire l’indicibile”. Centenario Eugène Ionesco a Roma

2 Dicembre 2009

“Volevo dire l’indicibile”
Convegno dedicato a Eugène Ionesco nel centenario della nascita

Venerdì, 4 dicembre 2009
Sapienza – Università di Roma
ex Vetrerie Sciarra, Via dei Volsci 122, Aula “G. Levi della Vida”

Sabato, 5 dicembre 2009
Accademia di Romania, Biblioteca

Programma:

Venerdì 4 dicembre, ore 16,00
Indirizzi di saluto:
Prof. Luisa Valmarin, Direttore del Dipartimento di Studi europei e interculturali Facoltà di Scienze Umanistiche
Prof. Mihai Bărbulescu Direttore dell’Accademia di Romania
Prima sessione (Presiede: Giovanni ROTIROTI)
Mihai NASTA (Université Libre, Bruxelles), Per una tipologia del teatro di Eugène Ionesco
Ion POP (Universitatea Babeş-Bolyai, Cluj-Napoca), Eugen Ionescu e l’avanguardia romena
Antonietta SANNA (Università di Pisa), La ricerca dell’insolito
Pietro D’ORIANO (Sapienza Università di Roma/ CNRS/ENS, Parigi) Manuale di comicità

Sabato 5 dicembre, ore 9,30
Presentazione dei Rinoceronti (opere scultoree di Cristian Răduţă, Bucarest)
Seconda sessione (Presiede: Prof. Mihai NASTA)
André LE GALL (Parigi), Eugène Ionesco. Mise en scène d’un existant spécial en son œuvre et en son temps
Gabriella BOSCO (Università di Torino) Eugène Ionesco de la page à la scène
Vlad RUSSO (Editura Humanitas, Bucarest) En traduisant le théâtre de Ionesco
Irina UNGUREANU (Universitatea Babes-Bolyai, Cluj-Napoca) “Mi trovo nel caos, vivo nell’invivibile”: Ionesco a confronto con le grandi utopie del XX° secolo

Ore 11,45 – 12,45 Proiezione del film documentario “Ionesco. Il sorriso dell’angelo ribelle” (regia Donatella Baglivo, Ciak2000, 60’)

Ore: 15,30 Terza sessione (Presiede: Prof. Gabriella BOSCO)
Giovanni ROTIROTI (Università di Napoli “L’Orientale”) Ionesco e il fantasma dell’opera: Rhinocéros
Marie-Claude HUBERT (Université de Provence) L’évolution du rire dans le théâtre de Ionesco
Oana PUGHINEANU (borsista “Vasile Pârvan”, Accademia di Romania) Il solitario/ Însinguratul
Vlad ZOGRAFI (Editura Humanitas, Bucarest) Eugène Ionesco et le chat à six pattes

Ore 17.30 IO NON MI ARRENDO! – Lettura dal “Rinoceronte” di Eugène Ionesco a cura della compagnia PROGETTO MINIERA (www.progettominiera.it) con Thomas Otto Zinzi, Marcello Cantoni, Marco Ubaldini, Brando Pacitto.

In collaborazione con: Sapienza Università di Roma – Dipartimento di Studi Europei ed interculturali, Facoltà di Scienze Umanistiche

Fonte e info: Accademia di Romania. Per articoli correlati, cfr. anche “Ionesco, il centenario dimenticato” (Il Giornale).


“Il nimbo di rugiada”, per ricordare il poeta Grigore Vieru

4 Novembre 2009

Roma, mercoledì 4 novembre, ore 18, 30, Sala Conferenze dell’Accademia di Romania:
Presentazione del volume di Grigore Vieru  Il nimbo di rugiada, Ed. Ana Manole, Chisinau-Roma, 2009.

Il libro “Il Nimbo di Rugiada” è una raccolta di poesie di Grigore Vieru tradotta in italiano da Valentina Corcodel, Tatiana Ciobanu e Claudia Lupaşcu, curata da Francesco Baldassi, apprezzato poeta italiano.

Il libro è stato pubblicato nel 2009 in Repubblica Moldova dall’editore Ana Manole.

Grigore Vieru (1935-2009) è uno degli esponenti più importanti della letteratura romena in Repubblica Moldova (Bessarabia). Autore di poesia, narrativa, canzoni, aforismi, Grigore Vieru rimane nella memoria di tutti come uno dei più fervidi lottatori per il recupero della spiritualità romena in Bessarabia. Ma per Vieru, come per altri cittadini dell’ex repubblica sovietica Moldova, non è stato facile mettere piede in Romania. A questo proposito, Grigore Vieru scriverà: “C’è chi desidera volare nello spazio. Ebbene, io per tutta la mia vita ho sempre desiderato attraversare il fiume Prut [il fiume che attualmente forma buona parte del confine fra la Romania e la Repubblica ex-sovietica, n. red]. Ci sono riuscito solo in età avanzata – all’inizio degli anni ‘70. Penso che quello sia stato il giorno più felice della mia vita.”

L’idea dei curatori di tradurre in italiano Grigore Vieru è nata nel gennaio 2009, dopo la tragica scomparsa  del poeta in un incidente stradale.

La lirica di Vieru è stata pubblicata in Romania, in tutte le ex repubbliche sovietiche e in diversi paesi europei. L’ultimo libro “Il mistero che mi sorveglia” è stato pubblicato nella Moldavia Romena, a Iaşi. Nel 1992 è stato proposto per il Premio Nobel. Oltre ai numerosi premi, nell’aprile 2007 ha ricevuto a Ginevra dal World Intellectual Property Organisation una medaglia d’oro per la sua intera attività letteraria.


Perugia: lo scrittore Adrian Chivu vince il premio letterario Insula Europea

24 Ottobre 2009

Perugia, venerdì 30 ottobre, ore 17, 00, Salone d’onore di Palazzo Donnini.

Il Premio letterario “Insula europea”  (www.insulaeuropea.eu), rivolto a cittadini under 35 dell’Unione europea,  autori di opere narrative inedite in Italia, è stato vinto dallo scrittore Adrian Chivu per il suo romanzo Caiet de desen (Quaderno di disegno), pubblicato dall’Editrice Curtea Veche di Bucarest nel 2008.

All’autore olandese Christiaan Weijts per il suo libro Via Cappello 23 (Amsterdam, Uitgeverij De Arbeiderspers, 2008) è andato invece il premio speciale “Biblioteche comunali di Perugia”.

“Il successo dell’iniziativa era già stato annunciato alla vigilia dell’inizio di Ottobre Piovono Libri. “Insula Europea“, il nuovo concorso letterario istituito sulle tracce del suo più antico fratello “Insula Romana” [dedicato alla narrativa in italiano, n. FIRI], ha avuto sin dall’inizio una risposta entusiastica da parte di giovani scrittori, rigorosamente under 35, da ogni angolo del continente: trentadue gli aspiranti alla vittoria finale. Molti, se si prende in considerazione il fatto che il concorso è appunto alla sua prima edizione. Un successo, quindi inaspettato, che ha consigliato gli organizzatori ad istituire, oltre al canonico primo premio, un secondo premio, intitolato “Premio Speciale Biblioteche comunali di Perugia”. (PerugiaNotizie).

“Caiet de desen è la mise en abîme e un affresco della recente società romena post-totalitarista, portatrice di forti traumi e radicati tabù che si rispecchiano nelle relazioni tra i membri di una famiglia, viste e vissute dal più giovane e anche il meno fortunato dei suoi membri, perché considerato ‘una vergogna’ per la famiglia stessa e per la società: un adolescente ‘ritardato’.
La trama è apparentemente semplice. Il giovane disabile osserva la propria famiglia in deriva e trascrive a modo suo, spesso a disegni, in una specie di quaderno-diario, quello che vede, pensa e sente: riflessioni su ‘uomini e vita’, stati d’animo, affetti, relazioni traumatizzanti. (…) Il tutto in un fluido denso e costante di pensieri che carica in continuazione la tensione testuale e tiene il lettore incollato dalla prima all’ultima pagina”. (dalla scheda di presentazione sul sito del Premio, redatta da Raluca Lazarovici).

La cerimonia di premiazione avrà luogo venerdì 30 ottobre alle ore 17 presso il Salone d’onore di Palazzo Donnini (Piazza Italia), a Perugia.

Altri dettagli (in italiano) su “Caiet de desen” e il suo autore, disponibili sul sito web della traduttrice letteraria Ileana M. Pop.


Nobel o non Nobel?

12 Ottobre 2009

Riproduciamo qui l’ottimo post del blog Catrafuse su alcune reazioni al conferimento del Nobel per la letteratura a Herta Müller (si veda, in romeno, l’inchiesta del quotidiano Gândul, che abbiamo segnalato nel post “Herta Müller şi traumele ei româneşti“). Catrafuse (si legge “catrafùsse” e vuol dire carabattole o cianfrusaglia) è il blog di un italiano che vive, insegna e scrive a Timişoara da molti anni. Lo ringraziamo, continuando a seguire il suo interessantissimo blog.

Herta Müller con Oskar Pastior

Herta Müller con Oskar Pastior

Letto attraverso le lenti della critica culturale romena il premio Nobel assegnato a Herta Müller  anima voci contrastanti. Paul Goma, il più noto tra gli scrittori dissidenti costretti all’esilio durante il comunismo, è tagliente: “Il nobel a Herta Müller non ha nulla a che spartire con la Romania”. Goma, che po’ rompicoglioni lo è per natura, retoricamente si domanda: “Come potrebbe il nobel a Herta Müller significare qualcosa per la Romania? Mi sembra che lei non si definisca una scrittrice romena, ma banateana”. E per rincarare la dose conclude: “Il suo non è stato un esilio, ma un’operazione di recupero da parte della Germania”. In realtà l’interesse della securitate verso Herta Müller e verso molti altri scrittori romeni di lingua tedesca (in primis gli appartenenti all’Aktionsgruppe Banat) fu ossessivo. Per farcene un’idea basta guardare la rassegna di documenti della polizia segreta comunista pubblicata dal cofondatore del Gruppo di azione Banat, William Totok, in Halbjahresschrift,alcuni dei quali riguardano proprio la novella nobel (da uno dei quali ricavo di essere stato in qualche modo un vicino “postumo”  della Müller - str. Hebe 15!)Un intervento sulla premiazione  più mansueto è quello di Mircea Cărtărescu che in passato ha più volte ricordato la passione con cui lesse le poesie dei poeti tedeschi di Romania negli anni ‘80 e l’importanza di queste letture per la sua poesia. Qui la digressione letteraria è d’obbligo: la svolta poetica della generazione ‘80 dei poeti romeni deve moltissimo all’antologia Vânt potrivit pana la tare che raccoglieva i versi dei seguenti poeti della minoranza tedesca (sveva e sassone): Anemone Latzina, Franz Hodjac, Rolf Frieder Marmont, Johann Lippet, William Totok, Richard Wagner, Rolf Bossert, Helmut Britz (HertaMüller non c’era). Ho ritrovato (finalmente) questa incredibile raccolta poetica sulla rete grazie all’opera pia di tale Vasile Leac (mulţumesc!). Ritornando a Cărtărescu, lui, che oggi è il più noto scrittore contemporaneo romeno, si sdebita verso la  rappresentante di questa letteratura in limine Romaniae così:“Sono felicissimo per il riconoscimento accordato a Herta Müller. Il premio è in primo luogo suo, ma non possiamo nascondere che proietterà una nuova luce sulla letteratura romena. È un evento gioioso, che dovrebbe renderci molto fieri della nostra compatriota”. Originale, polemico, al solito acido, ma non banale è il commento di Cristian Tudor Popescu, uno dei giornalisti più quotati e caustici di Romania. CTP crede che il premio assegnato a Herta Müller sia soprattutto accordato allo spazio spirituale e culturale tedesco e, a suo avviso, questa scelta porta con sé una forte componente politica. “È un bene che abbia ricevuto questo premio ed è un bene che si possa scrivere sugli schermi dei televisori: «Herta Müller, scrittrice nata in Romania», tuttavia non posso non pensare che non hanno ricevuto il nobel Petru Dumitriu, Marin Preda, Marin Sorescu, Ileana Mălăncioiu, per non parlare di Tudor Arghezi. La signora Herta Müller, una persona assolutamente rispettabile, è una scrittrice di lingua tedesca, non romena. Se non se ne fosse andata nel 1987 dalla Romania, non avrebbe mai ricevuto questo premio. Il contributo della Romania all’opera di Herta Müller è la vita da lei vissuta sotto il regime Ceauşescu negli anni ‘70-’80. Si potrebbe dire che il principale fautore del premio assegnato alla Müller è Nicolae Ceauşescu. Ho assistito alla conferenza stampa della neo laureata: per tutto il tempo ha parlato di dittatura, non di letteratura. Sembrava fosse Nelson Mandela. Forse le avrebbero dovuto dare il Nobel per la Pace” (che – aggiungo io – sarebbe stato meglio che darlo ad Obama). Alle affermazioni di CTP va però apportata una precisazione: Herta Müller  in realtà ha scritto anche un libro  in romeno. Si tratta di Este sau nu este Ion, una strana raccolta di poesie scritte attraverso dei collage di ritagli di giornali accompagnata da un cd audio pubblicata qualche anno fa dalla Polirom. Proseguendo nella raccolta dei pareri passo al barone della critica letteraria romena Nicolae Manolescu, che se la cava con alcune frasi di circostanza ricordando che il premio rappresenta, senza alcun dubbio, un onore anche per la Romania, l’opera per cui è stata premiata la scrittrice, infatti, dimostra che non possono essere ignorate le sue radici romene. Poi aggiunge: “Mi pare straordinario e sono contento per Herta e per la letteratura romena per questo piuttosto inatteso riconoscimento perché quando vedi la lista degli altri candidati, che comprende scrittori come Amos Oz o Philip Roth, ti sembra impossibile che qualcuno possa tenere conto di una scrittrice tedesca ancora giovane che proviene dalla Romania e che affronta problematiche interessanti per entrambi i paesi e per l’intera Europa”. Secondo il presidente dell’Istituto Culturale Romeno Horia Roman Patapievici (con cui lo scorso anno la Müller ebbe una un scambio  di opinioni al vetriolo in merito al “recupero” da parte dell’istituzione romena di alcuni intellettuali – Sorin Antohi e Andrei Corbea – ex-collaboratori della polizia segreta comunista) l’assegnazione del Nobel ad una scrittrice di espressione tedesca nata in Romania costituisce un segnale attraverso il quale il Comitato ha voluto ricordare i ventennale dalla caduta del comunismo nell’Europa dell’Est. In coda alla rassegna inserisco il commento del filosofo Andrei Pleşu che afferma di ammirare la scrittrice per il suo modo di stare sempre aldilà delle convenzioni e dei modelli, a tal punto che per lei, a suo parere, bisognerebbe inventare un premio Nobel per la qualità umana, ricordando che grazie a lei una parte oscura della storia della Romania entra nel circuito della storia europea”. Per chiudere ricordo un bel quadretto della Müller dipinto dal caro amico Daniel Vighi lo trovate qui, in romeno però!


Herta Müller – premio Nobel per la letteratura

8 Ottobre 2009

STOCCOLMA, 8 ottobre 2009

Herta Müller, saggista e poetessa tedesca di origine romena ha vinto il premio Nobel per la letteratura. La Müller, nata nel 1953 vicino a Timisoara, ha «tratteggiato il panorama dei diseredati» in Romania sotto la dittatura di Nicolae Ceausescu «con la concisione della poesia e la schiettezza della prosa», ha scritto l’Accademia di Svezia.

Scrittrice di lingua tedesca, la Müller appartiene alla minoranza germanofona del Banato rumeno. Riparata in Germania per sfuggire alle persecuzioni del regime dittatoriale di Ceausescu è a tutt’oggi considerata la più importante scrittrice vivente in lingua tedesca e un autore di culto sia per la Germania sia per la Romania. In Italia, Keller editore ha pubblicato Il paese delle prugne verdi, ritratto impietoso di un paese dominato dalla paura e dall’oppressione della dittatura. Tradotto in 15 lingue il romanzo, in realtà un autentico poema in prosa, si è aggiudicato anche l’Impac, il premio più internazionale dopo il Nobel per la Letteratura.

La stampa svedese aveva inserito già l’anno scorso il suo nome tra i dieci favoriti per il Nobel. Scrittrice quasi sconosciuta in Italia, la Müller è stata pubblicata dalla giovane casa editrice Keller di Rovereto. Il suo unico romanzo in commercio è un ’bildungsroman’, un romanzo di formazione, che segue la vicenda di quattro studenti universitari in Romania negli anni della dittatura. La mancanza di libertà è resa costantemente da un senso di soffocamento che pervade tutto il romanzo. Morte, follia, fuga sono gli esiti dell’esistenza della maggior parte dei personaggi. Ma è anche un libro che parla di amicizia e, appunto, di crescita, nel momento in cui i ragazzi devono affrontare l’impatto con la morte di una compagna.

Durante gli ultimi tre anni della dittatura in Romania, alla fine degli anni Ottanta, la scrittrice si era trasferita in Germania, anche se dichiara di non essersi del tutto integrata nel Paese, dove è considerata una rumena, così come in Romania era considerata una tedesca. La sua lingua è riconosciuta come un tedesco di confine, quale del resto era il tedesco di Kafka. Il suo stile procede per metafore, per immagini rendendo la narrazione poetica, quasi lirica anche quando descrive episodi abbastanza crudi. La scrittura metaforica fa parte del modo esprimersi degli scrittori dell’est, costretti ad eludere la censura anche nella corrispondenza personale, come accade ai quattro protagonisti del “Paese delle prugne verdi” che sviluppano un loro codice per rimanere in contatto tramite le lettere che sanno essere sottoposte al controllo della censura.

La poesia, ha detto una volta, è la forma letteraria che più facilmente si diffonde durante un regime dittatoriale sia perché si esprime frequentemente per metafore sia perché è una forma breve più facile da ricordare a memoria. Ci sono stati momenti – ad esempio gli interrogatori della polizia – durante i quali recitare una poesia tra sé e sé svolgeva per lei, non credente, una funzione molto simile a quella che una preghiere deve avere per un credente. (Fonte: La Stampa)

Volumi di Herta Müller finora pubblicati in Italia: Bassure, Roma, Editori Riuniti, 1987; In viaggio su una gamba sola,Venezia, Marsilio, 1992 e Il paese delle prugne verdi, Rovereto, Keller, 2008.

Su youtube, una recente e breve intervista con la scrittrice, che può essere visionata qui.


“Parole senza confini”: interculturalità e letture di scrittori romeni

7 Ottobre 2009

Giovedì 8 ottobre dalle ore 18.30, La Spezia, Piazza Mercato

Nell’ambito dell’evento “Libriamoci. Leggere ovunque leggere comunque”, organizzato dal Comune e dall’Istituzione per la Cultura della città La Spezia, negli allestimenti della Piazza del Mercato si svolgerà giovedì sera l’incontro con opere letterarie di autori stranieri che verranno lette in originale e in traduzione italiana.

L’evento interculturale comprende infatti letture di scrittori stranieri, scelte in seno alle maggiori comunità di stranieri presenti nella città di La Spezia.

La sezione dedicata alla Romania comprende una selezione di letture di scrittori romeni moderni e contemporanei: George Bacovia, Mihai Eminescu, Gellu Naum, Ana Blandiana, Ruxandra Cesereanu e Cristian Bădiliţă.

L’evento interculturale, concepito come un momento conviviale per persone di ogni età, prevede anche presentazioni di prodotti etnici e degustazioni gastronomiche.
“Parole senza confini” è realizzato in collaborazione con le comunità straniere e il Comitato Solidarietà Immigrati.

Il programma della sezione romena è a cura di FIRI – filiale “Mihai Eminescu”.

Info: 348-9260978, info.firi@yahoo.it

*

Su, parliamo
della terra da cui veniamo.
Io vengo dall’estate,
è una patria fragile
che qualunque foglia,
cadendo, può annientare,
ma il cielo è così greve di stelle
che talvolta pesa fino a terra
e se ti avvicini senti l’erba
solleticare le stelle ridenti,
e i fiori sono così tanti
che ti dolgono
le orbite bruciate dal sole,
e soli rotondi pendono
da ogni albero;
da dove vengo io
non manca che la morte,
e tanta è la felicità
che quasi ti addormenti.

Ana Blandiana, Despre ţara din care venim / Della Terra da cui veniamo


Passeggiata poetica per Venezia con Ruxandra Cesereanu

7 Ottobre 2009

Sabato, 10 ottobre, dalle ore 18:00, l’Associazione culturale NUBE (Nuova Biblioteca Europea) e l’Associazione culturale MigraMente – Centro per il Dialogo Interculturale di Padova, in partenariato con l’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, invitano il pubblico italiano ad una passeggiata per Venezia, guidati dalla poetessa romena Ruxandra Cesereanu.

L’itinerario percorrerà i ponti e i campi veneziani che hanno ispirato i suoi poemi raccolti nel volume Venezia con vene violette, tradotti da Giovanni Magliocco e ispirati alla figura di una celebre cortigiana, La Malcontenta. Con partenza di fronte all’Istituto romeno (Canaregio 2214), il progetto proposto da Ruxandra Cesereanu – una vera e propria jam session stradale – seguirà l’itinerario: Campo Santa Fosca – Campo Santissimi Apostoli – Campo Santissimi Giovanni e Paolo – Campo Santa Maria Formosa – Campo San Bartolomeo – Campo San Giacomo di Rialto – Campo San Giacomo dell’Orio – Fondamenta Santa Lucia (Ferrovia).

Ad ogni fermata, nei vari campi, le poesie saranno lette in lingua romena e italiana.

Per Ruxandra Cesereanu, Venezia rappresenta non tanto la città simbolica di San Marco, quanto un profumo archetipico, un’Atlantide capovolta. È la città che esercita un’attrazione fatale grazie ai palazzi che si rispecchiano nei canali, alle donne misteriose, ai locali sotterranei.

L’appuntamento di Venezia sarà preceduto dalla partecipazione di Ruxandra Cesereanu all’evento di Perugia intitolato “Leggere e scrivere tra più culture: libri e biblioteche dell’Unione Europea”, che si svolgerà il 9 e il 10 ottobre, dove sarà anche designato il vincitore del Premio letterario “Insula Europea“, destinato a giovani scrittori dell’Unione Europea.

Ruxandra Cesereanu, scrittrice e docente di letteratura comparata, si è laureata  nel 1985 all’Università di Cluj con una tesi su Mihai Eminescu, conseguendo nel 1997 il dottorato sull’universo concentrazionario comunista. Collaboratrice e redattrice di varie riviste culturali negli anni ‘90. Vincitrice di molti premi, ha fatto molti viaggi di ricerca e di scrittura all’estero. Tra le numerose raccolte di poesia si ricordando: Il giardino delle delizie (1993), Caduta sopra la città (1994), L’Oceano schizoide (1998), La Donna-crociato (1999), Venezia con vene violette. Le lettere di una cortigiana (2002), Kore-Persefone (2004). È autrice anche di saggi ma anche di testi narrativi come Viaggio attraverso gli specchi (1989) e I Purgatori (1997).

Info: 347-5277142.


Romania d’antan

4 Agosto 2009

di Filip Florian

Un frammento di una riflessione dello scrittore romeno sul passaggio dalla dittatura di Ceauşescu al capitalismo “orientale” di oggi.

Verso il 1985, non ancora terminato il liceo, una delle mie distrazioni preferite era di inventare, chiacchierando con il mio migliore amico, ogni genere di situazioni penose per Nicolae Ceauşescu. Nulla di coraggioso in ciò, solo la rabbia di due ragazzetti di punire, se non altro nelle loro fantasticherie, l’uomo che spargeva tanto male intorno a sé. Continuavamo a passeggiare per una grigia Bucarest, vedevamo con chiarezza la miseria, l’assurdità, la paura e le umiliazioni diffuse dappertutto, avevamo imparato a dire determinate cose sottovoce, perché non ci capitasse chissà quale disgrazia, e, se non proprio giornalmente, almeno una volta o due a settimana ci tuffavamo allora con voluttà in quel gioco bizzarro, condito (lo riconosco) non con sale e pepe, ma con una dose di sadismo. (…)

Paradossale o meno che sia, gli enormi cambiamenti degli ultimi venti anni in Romania non possono essere messi in dubbio, così come ancora evidenti sono i forti legami col passato. Quanto alle mentalità, la società appare divisa in fasce, in funzione dell’onestà e scrupolosità della memoria. Solo i giovani, i molto giovani, sono immuni dal grigiore del periodo comunista, quasi fossero rimasti al riparo da una malattia grave, che ha lasciato sofferenti gli altri. Non posso evitare di scrivere qui in che modo mio fratello più piccolo, che non aveva nemmeno quattro anni al tempo della rivolta contro Ceausescu, sia riuscito a spiazzarmi, di recente, con una semplice e innocente domanda. Durante una festa in famiglia raccontavo come da bambino fossi rimasto per quasi tre ore in coda, con un centinaio di persone, per comprare del riso. La venditrice ne pesava un chilo a testa, a un tratto però, scuotendo il sacco di iuta quasi vuoto, decise che non valeva più la pena spartire quanto era rimasto nel fondo. Dette al tizio che mi stava davanti tutto ciò che c’era, all’incirca un chilo e mezzo, mentre io con i nervi che mi scoppiavano le urlavo che voglio quel misero resto, meno di 500 grammi, a cui avevo diritto. Non mi dette ascolto, e l’uomo mi promise una sberla se non avessi smesso. Tremavo, mi sentivo impotente e defraudato. E mio fratello più piccolo, dopo avermi ascoltato fino in fondo, guardandomi con una certa dose di pietà mi ha chiesto: ma tu perché sei rimasto lì come uno scemo, tre ore, e non sei andato in un altro negozio? Lui, così legato al mondo d’oggi, non capirà mai come vivevamo allora.

(Il testo intero, tradotto da Bruno Mazzoni dal romeno, è stato pubblicato su “Il Manifesto” e può essere letto qui).

Filip Florian è nato nel 1968 a Bucarest. Dopo aver lavorato, fra il 1990 e il 1999, nella redazione della rivista “Cuvîntul” e come corrispondente di Radio Europa Libera e Deutsche Welle, debutta come scrittore in riviste letterarie con racconti brevi. Il debutto vero e proprio lo fa però nel 2005 con il romanzo Degete mici (Dita mignole, Polirom), vincitore del premio “România Literară” per debuttanti e del premio di eccellenza dell’U.N.P.R. (Unione degli imprenditori romeni).  Il successo del libro valica i confini romeni: il romanzo è già stato tradotto e pubblicato in Ungheria, Polonia, Germania, quest’anno sta uscendo negli Stati Uniti, Slovenia, Slovacchia, Spagna e Italia.

Nel 2006 ha pubblicato il libro di memorie Băiuţeii (I ragazzi di viale Băiuţ, Polirom) insieme al fratello Matei Florian, che riscuote grande successo di pubblico e di critica (è stato tradotto e pubblicato in Polonia presso la casa editrice Czarne). Nel 2008 ha pubblicato il romanzo Zilele regelui (“I giorni del re”), accolto con entusiasmo sia dai lettori che dalla critica e già pubblicato in Ungheria. Info e bibliografia, qui.


Incontri con scrittori romeni, a Piazza del Popolo, Roma

28 Giugno 2009

Nell’ambito dell’evento “Roma si libra – Festa dell’editoria romana” (27 giugno – 3 luglio), mercoledì 1 luglio e venerdì 3 luglio, l’Accademia di Romania a Roma presenta al pubblico della capitale alcune opere, recentemente pubblicate in Italia, di scrittori romeni di oggi.

MERCOLEDÌ, 1 LUGLIO 2009

Piazza del Popolo, Spazio incontro A

Ore 18.00 Letteratura Romena in Italia

*  Presentazione del libro Perché amiamo le donne di Mircea Cărtărescu, Ed. Voland, 2009

A fronte di un quotidiano grigiore che talvolta rende inaccettabile la nostra stessa esistenza, si ritrova qui in ogni racconto un seme di ‘eccezionalità’, che produce frutti sorprendenti e si cela in ciò che è ‘ordinario’. Un omaggio – spesso nell’accezione più concreta, sentimentale ed erotica – tributato alle donne per il solo fatto “di essere donne”. Storie raccontate in maniera divertente e raffinata da un narratore la cui vita assomiglia, quasi fossero due gocce d’acqua, a quella di Mircea Cărtărescu, autore dallo stile ricercato, apprezzato dal pubblico e dalla critica.

Mircea Cărtărescu è nato a Bucarest nel 1956. È considerato uno dei più interessanti scrittori dell’Est Europa, e sicuramente il più importante autore romeno contemporaneo. I suoi libri sono stati tradotti in tutte le maggiori lingue europee. Dello stesso autore Voland ha già pubblicato Travesti (2000), Nostalgia (2003) con il quale Cărtărescu si è aggiudicato il prestigioso Premio Acerbi nel 2005, e Abbacinante. L’ala sinistra (2007).

Interverranno: Sandra Pertignani, critico letterari, e il prof. Bruno Mazzoni, Univ. di Pisa, docente di romenistica e traduttore del libro.

* Presentazione del libro La farfalla dalle ali bruciate di Ştefan Damian, Edizioni Nemapress, 2009.

Metafora della soggezione a un despota, reale o immaginario, politico o sentimentale, La farfalla dalle ali bruciate di Stefan Damian può significare la morte della fantasia, ma, prima di tutto, l’agonia della libertà.

Ştefan Damian è nato a Hodoş – Bodrog (Arad), nel 1949, laureato in lettere italiane e romene all’Università di Cluj, dove insegna l’italiano. E’ autore di diversi saggi dedicati alla letteratura italiana tra cui Federigo Tozzi, Una lezione contestuale (2000), Le versioni romene del Cantico di Frate sole (2001), Lettere dai tempi di guerra (2006).

In presenza dell’autore, con la partecipazione di: Bruno Rombi, critico letterario, Neria di Giovanni, presidente Editrice Nemapress e vicepresidente  dell’Associazione Internazionale dei Critici Letterari.

Dalle ore 19.00 presso lo Stand delle Accademie “Finalmente in questa capitale” seguirà una lettura pubblica di Ştefan Damian.

VENERDÌ 3 LUGLIO 2009

Piazza del Popolo, Spazio incontro B

Ore 19.00 Presentazione libro: Il Cavaliere della rassegnazione di Vintilă Horia, Il Cerchio, 2009

La Casa Editrice Il Cerchio ha pubblicato una nuova edizione in lingua italiana del grandioso romanzo di Vintilă Horia Il Cavaliere della rassegnazione, con un’inedita e feconda Introduzione di Franco Cardini, medievista di fama internazionale.

Anche ad una successiva rilettura, si tratta di un’edizione pregiata per un testo di assoluta contemporaneità, che indaga sui rapporti tra l’Europa e l’Islam, e tra l’Oriente e l’Occidente: tutti temi di grande attualità.

L’Autore, dopo la pubblicazione di Dio è nato in esilio, vincitore del prestigioso Premio Goncourt, scrisse quest’ultimo romanzo, che è una metafora non solo dell’esilio della grande cultura romena in fuga dal totalitarismo stalinista, ma rappresenta anche per immagini le sfide dell’Europa di fronte alla pressione dell’Islam, la lotta per la difesa della propria storia ed identità. Un’opera profetica, che ha anticipato di 50 anni i grandi temi di cui oggi l’Europa discute, con cui si confronta, di fronte ai quali è chiamata a crescere.

Interverrà:  Simonetta Bartolini, Università S. Pio V, Roma

***

Per l’intera durata della fiera presso lo Stand delle Accademie saranno disponibili materiali legati all’attività dell’Accademia di Romania in Roma. Info, http://www.romasilibra.it/


DOMINEDDRACULA di Francione e gli acrostici di Sacco all’Isola Tiberina

28 Giugno 2009

Roma, Isola Tiberina, 1 luglio 2009

All’Isola Tiberina Gennaro Francione, presentato da Domenico Sacco e dai suoi acrostici, leggerà  poesie e canterà la canzone di Dracula, tutte tratte dal suo romanzo Domineddracula (Ed. D’Agostino, Roma, 2002).

Si tratta di  un romanzo storico-biografico, descrivente gli orrori  draconiani di Vlad Ţepeş l’Impalatore, voivoda rumeno ertosi coraggiosamente  col suo piccolo popolo contro i turchi di Mohammed il Conquistatore. L’operazione di scrittura vampirica è rovesciata rispetto al Dracula di Stoker: non più dalla realtà di Vlad al mito del Vampiro, ma dal  sanguinario dell’inconscio collettivo leggendario alla storia reale.

Domenico  Sacco, detto l’acrosticator cortese,  presenterà alcuni suoi acrostici e/o poesie su temi emergenti dalla serata dalle varie letture poetiche e in peculiar modo dall’eroe-vampiro.

Quando: Mercoledì 1 luglio alle  19-21. Dove:  L’Isola del Cinema – Isola Tiberina – Piazza San Bartolomeo all’Isola

Caffè letterario nella magia del reperto archeologico della “Nave di Esculapio” condotto da Agostino Raff.

Per info sul romanzo Domineddracula: http://www.antiarte.it/cyberomanzofrancione/domineddracula.htm; sull’opera teatrale omonima: http://www.antiarte.it/adramelekteatro/domineddracula.htm.