Il prezzo della Libertà: Tracce, eroi e frutti della rivoluzione romena del 1989

8 Dicembre 2009

Una mostra e un libro per ripercorrere i giorni della libertà della Romania e la sua attualità

10 dicembre 2009 – 10 gennaio 2010
Sala Esposizioni, Accademia di Romania,

Piazza José de San Martin 1 (Valle Giulia)

Giovedì 10 dicembre: Presentazione alla stampa, ore 11.30; vernissage della mostra, ore 17.

Molti ricorderanno le immagini emozionanti dei romeni insorti sventolando la bandiera nazionale dalla quale era stato strappato via il simbolo del regime. La mostra, composta da un racconto fotografico a colori insieme a video di testimonianza, si propone di sottoporre all’attenzione del visitatore la serie di avvenimenti storici attraverso cui si è dispiegata la Rivoluzione romena del 1989: la sollevazione di popolo, il sacrificio dei martiri, la partecipazione di sacerdoti, intellettuali, operai, contadini alla causa della libertà. La mostra ripercorre un “prima”, “durante” e “dopo” la Rivoluzione, facendoci conoscere un popolo con una storia importante fatta di coraggio e voglia di libertà, del quale, invece, si parla spesso collegandolo semplicemente a questioni di ordine pubblico.

La mostra è promossa dall’associazione culturale Makenoise sulle immagini del fotografo Manolo Cinti e realizzata grazie al contributo del Comune di Roma e del Consiglio Regionale del Lazio, col patrocinio del Parlamento Europeo.

***

Forum di presentazione alla stampa (giovedì 10 dicembre, ore 11.30).

Partecipano:

Apertura moderatore forum - Giuseppe Rippa Direttore di Quaderni Radicali e dAggiungi mediai Agenzia Radicale

Saluto di Cornel Baicu Vice Direttore dell’Accademia di Romania in Roma

Introduzione di Veronica Marica Presidente dell’Associazione Culturale Makenoise e Curatore del Progetto “Il Prezzo della Libertà”

Approfondimento storico di Alessandro Vagnini, docente di storia delle relazioni internazionali all’Università Sapienza di Roma

Una testimonianza diretta di Miruna Cajvaneanu, Giornalista Romena dell’agenzia HotNews e di Gazeta Românească

Interventi di  Paolo Alfarone, Capo Segreteria della Presidenza del Consiglio Regionale, e di Umberto Croppi, Assessore alle politiche culturali e della comunicazione.

Dicembre 1989: rivoluzione a Timisoara

Fonte e info complete: Nuova Agenzia Radicale.


“Volevo dire l’indicibile”. Centenario Eugène Ionesco a Roma

2 Dicembre 2009

“Volevo dire l’indicibile”
Convegno dedicato a Eugène Ionesco nel centenario della nascita

Venerdì, 4 dicembre 2009
Sapienza – Università di Roma
ex Vetrerie Sciarra, Via dei Volsci 122, Aula “G. Levi della Vida”

Sabato, 5 dicembre 2009
Accademia di Romania, Biblioteca

Programma:

Venerdì 4 dicembre, ore 16,00
Indirizzi di saluto:
Prof. Luisa Valmarin, Direttore del Dipartimento di Studi europei e interculturali Facoltà di Scienze Umanistiche
Prof. Mihai Bărbulescu Direttore dell’Accademia di Romania
Prima sessione (Presiede: Giovanni ROTIROTI)
Mihai NASTA (Université Libre, Bruxelles), Per una tipologia del teatro di Eugène Ionesco
Ion POP (Universitatea Babeş-Bolyai, Cluj-Napoca), Eugen Ionescu e l’avanguardia romena
Antonietta SANNA (Università di Pisa), La ricerca dell’insolito
Pietro D’ORIANO (Sapienza Università di Roma/ CNRS/ENS, Parigi) Manuale di comicità

Sabato 5 dicembre, ore 9,30
Presentazione dei Rinoceronti (opere scultoree di Cristian Răduţă, Bucarest)
Seconda sessione (Presiede: Prof. Mihai NASTA)
André LE GALL (Parigi), Eugène Ionesco. Mise en scène d’un existant spécial en son œuvre et en son temps
Gabriella BOSCO (Università di Torino) Eugène Ionesco de la page à la scène
Vlad RUSSO (Editura Humanitas, Bucarest) En traduisant le théâtre de Ionesco
Irina UNGUREANU (Universitatea Babes-Bolyai, Cluj-Napoca) “Mi trovo nel caos, vivo nell’invivibile”: Ionesco a confronto con le grandi utopie del XX° secolo

Ore 11,45 – 12,45 Proiezione del film documentario “Ionesco. Il sorriso dell’angelo ribelle” (regia Donatella Baglivo, Ciak2000, 60’)

Ore: 15,30 Terza sessione (Presiede: Prof. Gabriella BOSCO)
Giovanni ROTIROTI (Università di Napoli “L’Orientale”) Ionesco e il fantasma dell’opera: Rhinocéros
Marie-Claude HUBERT (Université de Provence) L’évolution du rire dans le théâtre de Ionesco
Oana PUGHINEANU (borsista “Vasile Pârvan”, Accademia di Romania) Il solitario/ Însinguratul
Vlad ZOGRAFI (Editura Humanitas, Bucarest) Eugène Ionesco et le chat à six pattes

Ore 17.30 IO NON MI ARRENDO! – Lettura dal “Rinoceronte” di Eugène Ionesco a cura della compagnia PROGETTO MINIERA (www.progettominiera.it) con Thomas Otto Zinzi, Marcello Cantoni, Marco Ubaldini, Brando Pacitto.

In collaborazione con: Sapienza Università di Roma – Dipartimento di Studi Europei ed interculturali, Facoltà di Scienze Umanistiche

Fonte e info: Accademia di Romania. Per articoli correlati, cfr. anche “Ionesco, il centenario dimenticato” (Il Giornale).


Radu Gabrea vince al LIFF

18 Novembre 2009

Il film su Curzio Malaparte, premiato al festival di cinema di Bari

Anita Bernacchia/FIRI, 17 nov. 2009

Il regista romeno Radu Gabrea ha vinto il premio per la miglior regia alla settima edizione del LIFF (Levante International Film Festival) di Bari, sezione “Custom”, con il lungometraggio Călătoria lui Gruber/Il viaggio di Gruber. Il film, già presentato con successo a Chicago, Atlanta, Philadelphia, Washington, Toronto, Vancouver, Buenos Aires, Gerusalemme, si aggiudica il trofeo Titus, una statuetta dalle sembianze di gorilla, omaggio del festival a questa specie in via di estinzione, celebrata nel 2009 “Anno del gorilla” dell’UNESCO.

Quest’anno LIFF ha visto la partecipazione di registi e film da 31 paesi del mondo. Il cinema romeno è stato rappresentato, oltre che da Radu Gabrea, da Alexandru Solomon con Apocalipsa după şoferi/L’Apocalisse secondo gli automobilisti) concorrente nella sezione “Investigation”. Fuori concorso sono stati presentati, inoltre, il documentario Război pe calea undelor/Onde fredde (Solomon),  În căutarea lui Schwartz/Alla ricerca di Schwartz e Cocoşul decapitat/Il gallo decapitato (Gabrea).

Il festival LIFF ha visto trionfare nella sezione “Experience” il lungometraggio tedesco Absurdistan di Veit Helmer, alla sezione “Custom” il cortometraggio di animazione sloveno Cikorja an’ kafe/Cicoria e caffè di Dusan Kastelic, e alla sezione “Investigation” il documentario messicano Entrevista con la tierra/Intervista con la terra, di Nicolás Pereda.

Il viaggio di Gruber

Il lungometraggio di Gabrea, girato a Iaşi e Bucarest, per un budget investito di 750.000 Euro, è stato scritto da Răzvan Rădulescu e Alexandru Baciu, grandi sceneggiatori del cinema romeno contemporaneo, e si ispira alla visita dello scrittore e giornalista italiano Curzio Malaparte a Iaşi, in Romania, sullo sfondo della Seconda Guerra Mondiale.

Nel giugno 1941, Malaparte, sulla strada verso il fronte russo, si ferma a Iaşi, alla ricerca di un medico specialista ebreo. Solo Josef Gruber, infatti, può guarirlo dalla grave allergia da cui è affetto.

Quell’estate, quando le truppe romene e tedesche muovono guerra alla Russia sovietica, a Iaşi, all’epoca importante centro culturale ebraico della Romania, si consuma un atroce massacro. Oltre 5000 ebrei vengono trucidati nel cortile della Questura, mentre altre migliaia vengono caricate in vagoni merci ermeticamente chiusi e lasciati preda del caldo torrido, finché la maggior parte non soccombe.

Per lunghi anni, i tragici eventi di  Iaşi e i tremendi treni della morte sono stati negati, o preda di presentazioni distorte, o semplicemente nascosti dalla storia ufficiale romena. Curzio Malaparte, allora corrispondente per Il Corriere della Sera, fu il primo a parlare al mondo dei tragici eventi di  Iaşi, in un capitolo del suo romanzo Kaputt. Il film di Radu Gabrea è il primo lungometraggio ad affrontare questa pagina di storia romena ancora sepolta.

“Radu Gabrea – che ha vissuto gli eventi descritti nel film – ritorna alla ribalta della cinematografia romena con questo film sobrio e sconvolgente, che evita ogni tipo di “melodrammatizzazione”. [...] Un film che ti apre gli occhi, da vedere assolutamente.” (Alex Leo Șerban)

Trailer ed altre info sul film, nel post del 4 settembre scorso.


Solidarietà italo-romena: l’orfanotrofio Casa Antonio, sul Mar Nero

11 Novembre 2009

A Costanza sul Mar Nero si apre un nuovo centro nella rete internazionale dello sviluppo solidale: l’orfanotrofio Casa Antonio

LogoFM

La Fondazione Mare Nostrum con sede a Carrara in Toscana e l’orfanotrofio C.P. Antonio di Costanza, Romania, diretto da Elena Cojocaru, hanno iniziato un nuovo rapporto di interscambio culturale in seguito all’incontro del 7 novembre 2009 avvenuto nella città sul Mar Nero. Sono stati portati ai bambini della casa più di 400 capi di vestiario donati da una nota casa di moda italiana, prodotti igienico-sanitari, giocatoli e una rete di computer dotati di stampanti e webcam, base necessaria per la collaborazione pluriennale a distanza.

La Casa Antonio di Costanza entrerà a far parte dalla rete di cooperazione internazionale Empowerment Community Network promossa dalla Fondazione che si estende dal Pacifico con l’Isola di Pasqua all’India, Turchia, Italia, Argentina ecc. Identità e creatività per lo sviluppo sono le parole chiave dei progetti svolti dalla Fondazione presieduta da Orlando Pandolfi. I 74 ragazzi di età compresa tra i 4 e i 20 anni e i loro istitutori parteciperanno attivamente in un rapporto duraturo di collaborazione basato sulla parità e la cooperazione nell’ uso delle tecnologie.

L’amicizia tra le due realtà nasce nel lontano 1992, quando Mons. Antonio Vigo, cappellano militare della Marina Militare Italiana, in una missione si dedica con tanto amore al miglioramento delle condizioni di vita dei bambini che vivevano nella casa. In seguito, l’orfanotrofio prende il nome del suo benefattore: Casa Antonio. Oggi, con la guida etica e spirituale di Monsignor Antonio Vigo, la Fondazione Mare Nostrum, va oltre i meri aiuti materiali sviluppando un progetto pluriennale più ampio con l’obiettivo di sostenere la comunità in modo che possa aprirsi alle esperienze di altre realtà simili in vista del miglioramento continuo attraverso l’implementazione e l’uso delle tecnologie per la comunicazione.

Si intende progettare, in collaborazione con il personale addetto, workshops mirati per la preparazione dei ragazzi all’inserimento nel mondo del lavoro e allo sviluppo dei talenti nel rispetto dell’identità, oltre a scambi di esperienza con altri ragazzi della rete impegnati in attività simili. I giovani di Bigliolo in Lunigiana (Toscana), la comunità che ha contribuito all’acquisto dei computer per i ragazzi di Costanza si sono impegnati per un percorso di crescita comune.

Maria Pop – www.culturaromena.it


Herta Müller – premio Nobel per la letteratura

8 Ottobre 2009

STOCCOLMA, 8 ottobre 2009

Herta Müller, saggista e poetessa tedesca di origine romena ha vinto il premio Nobel per la letteratura. La Müller, nata nel 1953 vicino a Timisoara, ha «tratteggiato il panorama dei diseredati» in Romania sotto la dittatura di Nicolae Ceausescu «con la concisione della poesia e la schiettezza della prosa», ha scritto l’Accademia di Svezia.

Scrittrice di lingua tedesca, la Müller appartiene alla minoranza germanofona del Banato rumeno. Riparata in Germania per sfuggire alle persecuzioni del regime dittatoriale di Ceausescu è a tutt’oggi considerata la più importante scrittrice vivente in lingua tedesca e un autore di culto sia per la Germania sia per la Romania. In Italia, Keller editore ha pubblicato Il paese delle prugne verdi, ritratto impietoso di un paese dominato dalla paura e dall’oppressione della dittatura. Tradotto in 15 lingue il romanzo, in realtà un autentico poema in prosa, si è aggiudicato anche l’Impac, il premio più internazionale dopo il Nobel per la Letteratura.

La stampa svedese aveva inserito già l’anno scorso il suo nome tra i dieci favoriti per il Nobel. Scrittrice quasi sconosciuta in Italia, la Müller è stata pubblicata dalla giovane casa editrice Keller di Rovereto. Il suo unico romanzo in commercio è un ’bildungsroman’, un romanzo di formazione, che segue la vicenda di quattro studenti universitari in Romania negli anni della dittatura. La mancanza di libertà è resa costantemente da un senso di soffocamento che pervade tutto il romanzo. Morte, follia, fuga sono gli esiti dell’esistenza della maggior parte dei personaggi. Ma è anche un libro che parla di amicizia e, appunto, di crescita, nel momento in cui i ragazzi devono affrontare l’impatto con la morte di una compagna.

Durante gli ultimi tre anni della dittatura in Romania, alla fine degli anni Ottanta, la scrittrice si era trasferita in Germania, anche se dichiara di non essersi del tutto integrata nel Paese, dove è considerata una rumena, così come in Romania era considerata una tedesca. La sua lingua è riconosciuta come un tedesco di confine, quale del resto era il tedesco di Kafka. Il suo stile procede per metafore, per immagini rendendo la narrazione poetica, quasi lirica anche quando descrive episodi abbastanza crudi. La scrittura metaforica fa parte del modo esprimersi degli scrittori dell’est, costretti ad eludere la censura anche nella corrispondenza personale, come accade ai quattro protagonisti del “Paese delle prugne verdi” che sviluppano un loro codice per rimanere in contatto tramite le lettere che sanno essere sottoposte al controllo della censura.

La poesia, ha detto una volta, è la forma letteraria che più facilmente si diffonde durante un regime dittatoriale sia perché si esprime frequentemente per metafore sia perché è una forma breve più facile da ricordare a memoria. Ci sono stati momenti – ad esempio gli interrogatori della polizia – durante i quali recitare una poesia tra sé e sé svolgeva per lei, non credente, una funzione molto simile a quella che una preghiere deve avere per un credente. (Fonte: La Stampa)

Volumi di Herta Müller finora pubblicati in Italia: Bassure, Roma, Editori Riuniti, 1987; In viaggio su una gamba sola,Venezia, Marsilio, 1992 e Il paese delle prugne verdi, Rovereto, Keller, 2008.

Su youtube, una recente e breve intervista con la scrittrice, che può essere visionata qui.


Al via il Festival Internazionale George Enescu

31 Agosto 2009

30 agosto – 26 settembre

Inaugurato nel 1958 per riconoscere il genio del grande compositore romeno, il Festival intitolato a George Enescu, organizzato ogni due anni e sospeso nel 1971 dal regime comunista – è giunto alla 19esima edizione. Dal 30 agosto fino al 26 settembre, Bucarest ed altre quattro grandi città – Sibiu, Braşov, Iaşi e Cluj – riunisce circa 185 artisti, orchestre e direttori consacrati che offrono al pubblico momenti speciali. “Approfittate di quello che vi offre il festival nelle prossime settimane. Vi assicuro che riceverete molto più di quanto avete dato”, ha esortato i presenti all’Opera Nazionale di Bucarest, Ioan Hollender, il direttore del Festival Enescu e dell’Opera di Stato di Vienna. Nel programma dell’evento inaugurato alla presenza di numerose personalità della vita politica e culturale – concerti sinfonici, camerali, recital, spettacoli di opera e balletto, simposi di musicologia e mostre d’arte.

Come vuole la tradizione, il festival è iniziato con l’opera “Edipo” di Enescu, quest’anno in una coproduzione romeno-francese, con una scenografia semplice, ma espressiva, raffigurante un’agora antica. E’ stato un grande successo di pubblico e di critica questa rappresentazione all’Opera Nazionale di Bucarest.

Sul cartellone del festival, centinaia di creazioni appartenenti a 47 compositori tra cui Enescu, Beethoven, Bach, Brahms, Bela Bartok, Ceaikovski o Ravel, ma anche compositori contemporanei. I concerti sono organizzati in serie tematiche – la Musica romena del XXIesimo secolo, Enescu e i suoi contemporanei, Grandi orchestre del mondo, Concerti da camera, Concerti notturni, Spettacoli operistici e di balletto, e Temi classici in arrangiamenti moderni. Il festival include anche l’omonimo concorso internazionale di creazione e interpretazione. All’attuale edizione, i concerti saranno sostenuti in vari luoghi di Bucarest e a Iaşi, Cluj, Braşov e Sibiu. Nella prima settimana si svolgerà il Concorso di creazione e interpretazione, che riunisce 300 partecipanti di oltre 30 Paesi. Tra i partecipanti – artisti, orchestre e direttori di tutto il mondo, come il violinista americano Joshua Bell, la pianista francese Helène Grimaud, l’Orchestra Filarmonica di Londra, la Filarmonica di Radio France, l’Orchestra da Camera di Vienna. La musica del grande compositore Enescu, nell’arrangiamento del pianista jazz di origine romena Lucian Ban, che vive da un decennio a New York, sarà presentata in un concerto speciale “Enesco Re-Imagined”, sostenuto da otto cantanti jazz di New York. Nell’ambito del festival si svolgeranno anche spettacoli di opera e balletto, e una mostra di arte figurativa.

Fonte: Radio Romania Internazionale.

Altri dettagli, comprese le partecipazioni italiane, su AmadeusOnline.

Sito ufficiale del Festival: http://www.festivalenescu.ro/

Sala di concerti dell'Ateneo Romeno

Sala di concerti dell'Ateneo Romeno


La Romania al V Festival di Musica Corale

16 Luglio 2009

V Festival Internazionale di Musica Corale, 17-19 luglio 2009, Roma e Provincia

La Courtial International organizza da anni, col patrocinio dell’Associazione Internazionale Amici della Musica Sacra, concerti di musica sacra per cori ed orchestre nelle più belle chiese e cattedrali di Roma e dell’Italia, con lo scopo di promuovere e diffondere la musica sacra. Il festival si svolge in alcuni luoghi rinomati della Capitale e della Provincia (Lanuvio e Nemi). I cori partecipanti all’edizione 2009 provengono da Grecia, Italia, Romania e Russia. La Romania è rappresentata quest’anno dal coro misto SOUND, della Casa Culturale degli Studenti di Bucarest.

Cori partecipanti:

Coro Misto “Armoniko Ergastiri” – Grecia, direttore Andreas Karbone; Gruppo Corale Elianico – Italia, direttore Franca Zanolla; Coro Polifonico Daltrocanto – Italia, direttore Patrizia Bruno; Coro Misto SOUND – Romania, direttore Voicu Popescu; Coro di Voci Bianche Poliot – Russia, direttore Natalia Filatova.

PROGRAMMA DEL FESTIVAL

BASILICA DI S. IGNAZIO
Piazza San Ignazio, Roma
Venerdì 17 Luglio 2009 – 20.30
Programma: musica sacra da tutto il mondo
Coro che si esibiscono: tutti

PIAZZA NAVONA, ROMA
Sabato 18 Luglio 2009 – 10.30
Programma: musica corale tradizionale
Coro che si esibiscono: tutti

PIAZZA S. M. MAGGIORE, LANUVIO
Sabato 18 Luglio 2009 – 19.00
Programma: musica corale tradizionale
Coro che si esibiscono:
Coro Misto “Armoniko Ergastiri” – Grecia; Coro Polifonico Daltrocanto – Italia; Coro di Voci Bianche Poliot – Russia

PIAZZA UMBERTO I, NEMI
Domenica 19 Luglio 2009 – 18.30
Programma: musica corale tradizionale
Coro che si esibiscono:
Gruppo Corale Elianico – Italia; Coro Misto SOUND – Romania

Da segnalare la partecipazione del coro Sound alla Messa nella Basilica di San Pietro in Vaticano, dove saranno presentate creazioni corali romene del repertorio ortodosso (sabato 18 luglio 2009, ore 16.00), e la parata di costumi tradizionali che precede il concerto all’aperto nel centro storico di Nemi (Piazza Roma), con la partecipazione delle autorità locali e del sindaco di Nemi (Domenica 19 luglio 2009, ore 18.00).

Il programma italiano del coro Sound si concluderà a Venezia, martedì 21 luglio con un concerto alle 19.30 presso la Chiesa Santa Maria di Nazareth (Chiesa degli Scalzi), chiesa che ha stretti rapporti con la Romania. Con la partecipazione straordinaria del pianista Valentin Radu (Philadelphia, USA).

Coro Sound e Valentin Radu


Il Comune di Venezia premia Geo Vasile

10 Giugno 2009

Il Comune di Venezia premia Geo Vasile, traduttore ed italianista romeno

Il traduttore e l’italianista Geo Vasile riceverà una medaglia di riconoscimento da parte del Comune di Venezia.
Il Comune di Venezia conferirà al traduttore ed italianista Geo Vasile una medaglia per il riconoscimento dei suoi meriti nella promozione delle relazioni culturali italo-romene. La medaglia sarà consegnata dall’on. Luana Zanella, Assessore per la cultura di Venezia, nell’ambito di una cerimonia che si terrà giovedì, 11 giugno, all’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, in occasione alla presentazione del volume di poesia di Gellu Naum, a cura e con la traduzione in italiano di Geo Vasile.
Geo Vasile ha studiato al Collegio “Sf. Sava” e all’Università di Bucarest, Facoltà di Lingue e Letterature Straniere (dipartimento italiano-romeno), dove si è laureato con un tesi sulla poesia e la narrativa di Cesare Pavese. E’ membro dell’Unione degli Scrittori di Romania e la sua attività è stata ricompensata col Premio per la traduzione dal romeno in lingue straniere (Associazione degli Scrittori di Bucarest, 2000), il Premio per il debutto con studio (Colloqui tomitani, Constanţa, 2002), il Premio speciale al Salone Internazionale del Libro (Oradea, 2002), il Premio FIRI (Forum degli Intellettuali Romeni in Italia) per la promozione della cultura romena in Italia (Roma, novembre 2008), il Premio per le traduzioni della rivista “Convorbiri Literare”, XIII edizione (Iaşi, 2009).

Tra il 2000 ed il 2008 ha pubblicato edizioni bilingue, romeno-italiane, comparse in Romania e Italia, dalle opere di alcuni poeti romeni: Mihai Eminescu, George Bacovia, Ion Vinea, Gellu Naum. Inoltre, nell’intervallo 2004-2008 ha tradotto in romeno dall’opera di Italo Calvino, Umberto Eco, Giovanni Sartori, Tiziano Scarpa ecc. E’ l’autore di sei volumi di storia e critica letteraria.

(fonte: www.culturaromena.it)

Un’intervista a Geo Vasile in occasione del premio FIRI del novembre scorso può essere letta qui.


La verità di Karol Racz, nella sua prima intervista

29 Marzo 2009

Karol Racz, “eroe” per un giorno grazie alla sua comparsa televisiva a “Porta a porta”, si racconta nella prima intervista vera e propria, di cui si pubblica qui in anteprima italiana un frammento iniziale:

Uno dei due romeni accusati per lo „stupro della Caffarella” racconta in un’intervista esclusiva per il giornale romeno „Adevărul” i giorni trascorsi ingiustamente in prigione.

Come sei arrivato in Italia?

Racz: Un anno fa me ne andai dal mio villaggio, Cincu (distretto di Braşov) insieme a un mio nipote. Arrivammo in un campo nomadi a Livorno, ma non avrei mai pensato che sarei stato preso lì un giorno con l’accusa di stupro. A dicembre dell’anno scorso venni a Roma, presso i miei parenti di un altro campo, ma non trovando lavoro decisi di tornare a Livorno. Questo succedeva pochi giorni dopo lo stupro avvenuto alla Caffarella il 14 febbraio. La polizia, dietro indicazione di Isztoika, mi ha arrestato il 18 febbraio in una roulotte di Livorno. Sono stato portato a Roma e non ho voluto nemmeno per un istante confessare un fatto che non ho commesso, nonostante mi avessero detto che la confessione mi avrebbe ridotto la pena.

Cosa ti ha segnato di più nella vicenda che hai vissuto?

Racz: Non sono arrabbiato con gli italiani perché mi hanno arrestato da innocente, è una cosa che può succedere a chiunque. Sono sempre stato fiducioso che le prove e la giustizia divina cui rivolgevo le mie preghiere avrebbero dimostrato la verità. Mi sento invece umiliato per essere stato accusato due volte per un fatto ignobile. Io sono cresciuto tra i monaci e non andrei con una donna nemmeno se me lo proponesse.

[…]

L’intervista originale completa, realizzata da Anca Mihai, è disponibile qui: http://www.adevarul.it. Foto di Anca Mihai. La traduzione italiana è a cura di FIRI.


Stiffoni sui romeni, querelato

8 Febbraio 2009

Il presidente del PIR, Giancarlo Germani, ha querelato il senatore della Lega Nord, Piergiorgio Stiffoni, per le sue frasi-choc pronunciate pubblicamente mercoledì scorso e rimbalzate su tutti i mass-media.

Stiffoni ha infatti dichiarato «Se un extraterrestre scendesse sulla terra e mi chiedesse qual è la specializzazione dei romeni, gli risponderei lo stupro. L’apertura delle frontiere ad est è stata la più tremenda iattura per il nostro Paese, importando la peggiore immigrazione con il risultato che siamo piombati ai livelli più bassi della sicurezza e del rispetto del vivere civile».

La denuncia (cfr. http://www.identitatearomaneasca.it/smf/index.php?topic=837.0), è stata sporta a carico del senatore leghista Stiffoni nello stesso giorno al quale risalgono le affermazioni di quest’ultimo (4 febbraio), già noto per dichiarazioni simili fatte negli anni scorsi nei confronti degli immigrati.

Considerato il carattere xenofobo e diffamatorio delle dichiarazioni del senatore leghista, FIRI sostiene pienamente la denuncia dell’avv. Germani ed è pronta a costituirsi parte civile per mezzo del suo legale rappresentante, in conformità alle finalità statutarie dell’Associazione.