Una mostra e un libro per ripercorrere i giorni della libertà della Romania e la sua attualità
10 dicembre 2009 – 10 gennaio 2010
Sala Esposizioni, Accademia di Romania,
Piazza José de San Martin 1 (Valle Giulia)
Giovedì 10 dicembre: Presentazione alla stampa, ore 11.30; vernissage della mostra, ore 17.
Molti ricorderanno le immagini emozionanti dei romeni insorti sventolando la bandiera nazionale dalla quale era stato strappato via il simbolo del regime. La mostra, composta da un racconto fotografico a colori insieme a video di testimonianza, si propone di sottoporre all’attenzione del visitatore la serie di avvenimenti storici attraverso cui si è dispiegata la Rivoluzione romena del 1989: la sollevazione di popolo, il sacrificio dei martiri, la partecipazione di sacerdoti, intellettuali, operai, contadini alla causa della libertà. La mostra ripercorre un “prima”, “durante” e “dopo” la Rivoluzione, facendoci conoscere un popolo con una storia importante fatta di coraggio e voglia di libertà, del quale, invece, si parla spesso collegandolo semplicemente a questioni di ordine pubblico.
La mostra è promossa dall’associazione culturale Makenoise sulle immagini del fotografo Manolo Cinti e realizzata grazie al contributo del Comune di Roma e del Consiglio Regionale del Lazio, col patrocinio del Parlamento Europeo.
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Forum di presentazione alla stampa (giovedì 10 dicembre, ore 11.30).
Partecipano:
Apertura moderatore forum - Giuseppe Rippa Direttore di Quaderni Radicali e d
i Agenzia Radicale
Saluto di Cornel Baicu Vice Direttore dell’Accademia di Romania in Roma
Introduzione di Veronica Marica Presidente dell’Associazione Culturale Makenoise e Curatore del Progetto “Il Prezzo della Libertà”
Approfondimento storico di Alessandro Vagnini, docente di storia delle relazioni internazionali all’Università Sapienza di Roma
Una testimonianza diretta di Miruna Cajvaneanu, Giornalista Romena dell’agenzia HotNews e di Gazeta Românească
Interventi di Paolo Alfarone, Capo Segreteria della Presidenza del Consiglio Regionale, e di Umberto Croppi, Assessore alle politiche culturali e della comunicazione.
Fonte e info complete: Nuova Agenzia Radicale.


Pubblicato da FIRI 
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Per lunghi anni, i tragici eventi di Iaşi e i tremendi treni della morte sono stati negati, o preda di presentazioni distorte, o semplicemente nascosti dalla storia ufficiale romena. Curzio Malaparte, allora corrispondente per Il Corriere della Sera, fu il primo a parlare al mondo dei tragici eventi di Iaşi, in un capitolo del suo romanzo Kaputt. Il film di Radu Gabrea è il primo lungometraggio ad affrontare questa pagina di storia romena ancora sepolta.
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