Omaggio a Gheorghe Dinică: proiezione di “Filantropica” a Roma

11 Dicembre 2009

Omaggio a Gheorghe Dinică. Proiezione del film “Filantropica” (regia Nae Caranfil, 2002)

Roma, Accademia di Romania (sala conferenze), lunedì 14 dicembre 2009, ore 18,00

G. Dinica in “Filantropica”

“Filantropica” è uno dei film che più rendono giustizia al talento dell’indimenticabile attore Gheorghe Dinică, recentemente scomparso. Il quarto lungometraggio del regista romeno Nae Caranfil è una commedia noir, da alcuni ritenuti uno dei migliori film del cinema romeno contemporaneo. La proiezione sarà preceduta da una presentazione della figura del grande attore Gheorghe Dinică, a cura di Veronica Lazăr.

Sinossi: Ovidiu (Mircea Diaconu) è un professore di lettere in un liceo di Bucarest e sogna di diventare uno scrittore famoso. S’innamora perdutamente di Diana (Viorica Voda), una modella che pubblicizza un dentifricio in uno spot televisivo. Per piacergli cede a tutti i suoi capricci e gli fa credere di essere un giovane miliardario, spendendo in un week-end l’equivalente di vari mesi di stipendio, ma viene coinvolto in una rete di mendicanti addestrati da Pavel Puiuţ (interpretato, per l’appunto, da Gheorghe Dinică), vero e proprio “maestro spirituale” del gruppo di accattoni…

Voci correlate: intervista al regista Nae Caranfil sul portale CinEuropa.


Il Film Francesca e la conferma di un credo artistico

5 Dicembre 2009

di Raluca Lazarovici

Il 3 e il 4 dicembre il tanto discusso film Francesca è stato presentato rispettivamente a Padova e a Udine, in anteprima e con la presenza del regista Bobby Paunescu e dell’attrice Monica Barladeanu, che ha interpretato il ruolo della protagonista.

Il film, che ha infastidito Alessandra Mussolini e Flavio Tosi al punto da farlo escludere dal festival di Venezia di quest’anno e da farlo finire in tribunale, vuole essere una critica sociale in veste artistica e decisamente non presenta nessun tipo di offesa, considerato il contesto; d’altro canto è solo il contesto che dà valore, contenuto e senso alle singole parole. Se c’è qualcosa di realmente offensivo in questo film, allora non lo è rivolto contro persone, ma contro i meccanismi corrotti delle società. Nel dibattito finale di Padova, il regista ha spiegato che la protagonista femminile del film, Francesca, rappresenta una specie di mise en abîme dell’intera società romena, fragile, ridotta – soprattutto da parte dell’elemento maschile – alla condizione di mera sopravivenza morale e fisica, costretta ad improvvisare soluzioni là dove sono stati fatti con tanta leggerezza gravissimi errori. Quella romena è una società sofferente e in difficoltà, forse un po’ ingenua, ma in buona fede, come la protagonista che la incarna, che nonostante i suoi considerevoli sforzi di crescita sana si vede ostacolata da una serie di fattori che concorrono alla limitazione delle sue potenzialità.

Francesca, un nome con una certa risonanza – perché così si chiama la santa degli italiani emigrati in America quasi un secolo fa e perché migranti si è da sempre e a turno tutti -, è, non a caso, di professione maestra – perché è proprio attraverso l’educazione che il messaggio di salvezza di una società trova il suo passaggio privilegiato – e si sente toccata dagli echi di tensione e di negatività contro i romeni che arrivano direttamente dal Bel paese. In seguito al delitto di Giovanna Reggiani avvenuto a Roma nel 2007, la giovane Francesca, interpretata da una bravissima Monica Bârlădeanu, progetta di partire per l’Italia per combattere l’ondata antiromena. È convinta che attraverso il suo operato riuscirà a cambiare questa immagine profondamente offuscata della sua gente e di se stessa. I gravi impedimenti che sorgono prima ancora di raggiungere il campo della sua battaglia contro i pregiudizi degli italiani sui romeni, sono costituiti invece proprio dai pregiudizi dei romeni sugli italiani… La società bucarestina, vista attraverso la lente del regista, è violenta, malvagia, ai limiti della perversione, con tare del vecchio regime ancora funzionanti, alle quali se ne sono aggiunte di nuove, in cui l’unico valore di dinamicità è il potere dei soldi, una società romena urbana alienata e povera soprattutto d’animo, i cui uomini si sono imbarbariti nella corsa verso il possesso di beni, soldi  e persino persone.

È da sottolineare un aspetto che possa sfuggire a una tale valanga di imput: tra tutti i maschi presenti nel film si salva esclusivamente il personaggio omosessuale, proprio in una Romania nella quale, fino a non molto tempo fa, l’omosessualità era reato, oltre che una vergogna sociale. Spetta invece all’elemento femminile il compito di salvare la società romena nella sua multidimensionalità; la donna, nonostante la sua fragilità in una società più maschilista che patriarcale, appare come l’unica in grado di offrire la possibilità di una nuova rinascita, attraverso un nuovo parto, doloroso ma necessario. Ed è proprio per questo che la lettura più appropriata del film è quella di un’energia vitale enorme che contiene in nuce la promessa di un nuovo inizio.

Dov’è l’Italia in tutto questo? L’Italia e gli italiani non si vedono mai direttamente: Francesca non passa il confine romeno. Si intravedono però nel gioco di specchi distorti in cui i pregiudizi, anche a distanza, nascono da pregiudizi, l’odio nasce dall’odio, al neorazzismo culturale si risponde per le rime, creando in questo modo una spirale di botta e risposta tra i due Paesi che non ha niente ha che fare con l’Europa plurale.

Con le intense modalità di rappresentazione e la pesante carica di messaggi, il film di Bobby Păunescu entra pienamente in una tendenza forte ed estesa delle arti romene odierne. Accanto ad altri film di neorealismo criticista, come il Ryna di Ruxandra Zenide, che vede come protagonista sempre una giovane donna, il cinema romeno di oggi è rinforzato, in una sincronia delle arti senza precedenti, da una letteratura dei giovani scrittori romeni altrettanto incisiva e impegnata nell’identificazione dei malanni della società romena postcomunista e nella loro spietata denuncia. Gli eccellenti romanzi Sono una vecchia comunista di Dan Lungu e Un anno all’inferno di Liliana Corobca, da diversi mesi nelle librerie italiane nell’eccellente traduzione di Ileana Pop, ne sono la testimonianza. Tare, tabù, mancanza di valori, gravi slittamenti morali, corruzione sono tutti i nuovi bersagli delle arti romene scese dalla “torre di avorio” in cui sono state relegate dal regime totalitario, e sono presenti laddove è necessario, impegnate con tutte le forze nel sanare la società romena. Trovare tali macchie, prenderle di mira ed eliminarle è il nuovo engagement in un nuovo patto sociale tra artista e la società e la ragion d’essere di questa generazione di giovani artisti romeni, quasi programmaticamente uniti attorno questo credo, a vent’anni dalla caduta del regime, ma non delle mentalità. Ed è proprio qui che si trova forse la speranza per un futuro diverso di un intero Paese.

Padova, 5 dicembre 2009


Radu Gabrea vince al LIFF

18 Novembre 2009

Il film su Curzio Malaparte, premiato al festival di cinema di Bari

Anita Bernacchia/FIRI, 17 nov. 2009

Il regista romeno Radu Gabrea ha vinto il premio per la miglior regia alla settima edizione del LIFF (Levante International Film Festival) di Bari, sezione “Custom”, con il lungometraggio Călătoria lui Gruber/Il viaggio di Gruber. Il film, già presentato con successo a Chicago, Atlanta, Philadelphia, Washington, Toronto, Vancouver, Buenos Aires, Gerusalemme, si aggiudica il trofeo Titus, una statuetta dalle sembianze di gorilla, omaggio del festival a questa specie in via di estinzione, celebrata nel 2009 “Anno del gorilla” dell’UNESCO.

Quest’anno LIFF ha visto la partecipazione di registi e film da 31 paesi del mondo. Il cinema romeno è stato rappresentato, oltre che da Radu Gabrea, da Alexandru Solomon con Apocalipsa după şoferi/L’Apocalisse secondo gli automobilisti) concorrente nella sezione “Investigation”. Fuori concorso sono stati presentati, inoltre, il documentario Război pe calea undelor/Onde fredde (Solomon),  În căutarea lui Schwartz/Alla ricerca di Schwartz e Cocoşul decapitat/Il gallo decapitato (Gabrea).

Il festival LIFF ha visto trionfare nella sezione “Experience” il lungometraggio tedesco Absurdistan di Veit Helmer, alla sezione “Custom” il cortometraggio di animazione sloveno Cikorja an’ kafe/Cicoria e caffè di Dusan Kastelic, e alla sezione “Investigation” il documentario messicano Entrevista con la tierra/Intervista con la terra, di Nicolás Pereda.

Il viaggio di Gruber

Il lungometraggio di Gabrea, girato a Iaşi e Bucarest, per un budget investito di 750.000 Euro, è stato scritto da Răzvan Rădulescu e Alexandru Baciu, grandi sceneggiatori del cinema romeno contemporaneo, e si ispira alla visita dello scrittore e giornalista italiano Curzio Malaparte a Iaşi, in Romania, sullo sfondo della Seconda Guerra Mondiale.

Nel giugno 1941, Malaparte, sulla strada verso il fronte russo, si ferma a Iaşi, alla ricerca di un medico specialista ebreo. Solo Josef Gruber, infatti, può guarirlo dalla grave allergia da cui è affetto.

Quell’estate, quando le truppe romene e tedesche muovono guerra alla Russia sovietica, a Iaşi, all’epoca importante centro culturale ebraico della Romania, si consuma un atroce massacro. Oltre 5000 ebrei vengono trucidati nel cortile della Questura, mentre altre migliaia vengono caricate in vagoni merci ermeticamente chiusi e lasciati preda del caldo torrido, finché la maggior parte non soccombe.

Per lunghi anni, i tragici eventi di  Iaşi e i tremendi treni della morte sono stati negati, o preda di presentazioni distorte, o semplicemente nascosti dalla storia ufficiale romena. Curzio Malaparte, allora corrispondente per Il Corriere della Sera, fu il primo a parlare al mondo dei tragici eventi di  Iaşi, in un capitolo del suo romanzo Kaputt. Il film di Radu Gabrea è il primo lungometraggio ad affrontare questa pagina di storia romena ancora sepolta.

“Radu Gabrea – che ha vissuto gli eventi descritti nel film – ritorna alla ribalta della cinematografia romena con questo film sobrio e sconvolgente, che evita ogni tipo di “melodrammatizzazione”. [...] Un film che ti apre gli occhi, da vedere assolutamente.” (Alex Leo Șerban)

Trailer ed altre info sul film, nel post del 4 settembre scorso.


Francesca arriva nelle sale italiane senza “ritocchi”

13 Novembre 2009

13 nov. 2009, FIRI/Corriere della Sera

Due anni dopo il caso Mailat, “risolto” sul piano giudiziario con una sentenza aspra, costruita su molti indizi e poche prove, in un clima sociale dove si è diffusa ormai una “xenofobia strisciante”, come lo stesso presidente della Camera, Fini, ha ammesso nel suo  intervento alla presentazione del rapporto 2009 Caritas-Migrantes, il caso del film “Francesca” torna a far parlare e, soprattutto, potrà essere visto nelle sale italiane senza “interventi estetici”.

“Il giudice Luciana Sangiovanni del Tribunale Civile di Roma”, scrive Stefania Ulivi sul Corriere della Sera, “ha rigettato la richiesta d’urgenza ex art. 700 che l’onorevole Mussolini aveva presentato per impedire l’uscita della pellicola del romeno Bobby Paunescu. La richiesta era stata motivata da una frase ritenuta offensiva all’inizio del film.” La frase incriminata, ormai notoria, è una battuta pronunciata da uno dei protagonisti del film (“La Mussolini, una troia che vuole ammazzare tutti i romeni”), considerato diffamatoria dall’onorevole per via dell’aggettivo in questione. ”Il bello”, aveva  commentato Domenico Procacci della Fandango, “è che la seconda parte della frase, il ‘vuole ammazzare’ non ha scandalizzato nessuno neppure lei, eppure rivela qualcosa di molto negativo”.

Non va infine trascurata la posizione del regista Bobby Paunescu, che ha dichiarato al Corriere: “Quello che mi ha sconcertato è stata l’anarchia delle reazioni in entrambi i Paesi: in Italia, dove si è scatenata una comprensibile e generalizzata caccia all’untore, e in Romania, dove il bisogno collettivo di lavarsi la coscienza si è risolto associando Mailat con il suo essere rom, confermando il pregiudizio xenofobo e il falso ideologico di cui soffre buona parte della popolazione romena: i romeni sono buoni, gli zingari sono cattivi”.

Il regista romeno ha sottolineato come la battuta della discordia sia in effetti “la voce della strada: ho cercato onestà ed equilibrio nel rappresentare le reazioni della società rumena, che per la maggioranza ama l’Italia, considerandola la Terra Promessa. E’ una minoranza, a sua volta razzista, quella che vi accusa di razzismo. La voce della strada è razzista perché reagisce a quel che sente in tv, per bocca dei politici, come la Mussolini e il sindaco di Verona che divengono la voce dell’intero Paese”.
La giornalista Stefania Ulivi ricorda che “In Francesca , in verità, Paunescu (che ha vissuto a lungo a Milano) non fa sconti ai rumeni, rappresentati in maniera tutt’altro che edulcorata. «In Romania» spiega «il razzismo è allo stesso livello che in Italia, e il film lo mostra molto chiaramente»”.


Lutto nel cinema romeno: Gheorghe Dinică se n’è andato

10 Novembre 2009

Uno dei più grandi attori romeni di teatro e cinema, Gheorghe Dinică, è morto oggi all’età di 75 anni, nell’ospedale Floreasca di Bucarest dove era stato ricoverato, in condizioni di salute critiche, lo scorso 22 ottobre.

dinica

Gheorghe Dinică (Bucarest, 1 gennaio 1934) si era laureato all’Istituto di Arte Teatrale e Cinematografica “I.L. Caragiale” nel 1961, anno del suo debutto teatrale nel ruolo dell’ispettore Goole nella pièce An Inspector Calls di J. B. Priestley. Ma aveva manifestato la vocazione per l’arte drammatica fin dall’adolescenza (“Sono salito sulla scena e mi sembrava di stare lì da sempre”). Nel cinema, Gheorghe Dinică debutta nel 1963 (“Lo straniero”), e la sua lunga carriera di attore teatrale, di cinema e televisivo (oltre 60 film) conta numerosissime interpretazioni.

Mircea Albulescu, anch’egli uno dei grandi attori romeni, ha dichiarato oggi (Agerpres): “Un attore vive per la propria arte, non per la propria vita, e ha un solo grande desiderio: di morire in scena. Il che è quasi ciò che è successo a Dinică, visto che dalle riprese se ne è andato direttamente in ospedale”.

Durante le prove del film “Turnul din Pisa” (2002) l’attore ha scoperto il piacere di cantare. Nella conferenza stampa per il lancio della pellicola, ha dichiarato: “Le cose che mi sono piaciute di più sono state quelle fatte per la prima volta. Per esempio, cantare”(Gândul). Dinică ha preso così sul serio il ruolo di cantante anche nella vita, registrando cd musicali insieme a Ştefan Iordache e Nelu Ploieşteanu, molto apprezzati dal pubblico.

Su Dinică, si veda anche il post di oggi (“Ultimul vals”),  sul blog del nostro amico italiano a Timisoara, Catrafuse.

Sotto, immagini con l’attore Gheorghe Dinică e la sua canzone “Sunt vagabondul vietii mele” (Sono il vagabondo della mia vita) come sfondo musicale.


“Il viaggio di Gruber”, film su Curzio Malaparte, lanciato oggi in Romania

4 Settembre 2009

Un giorno dopo la presentazione a Venezia del film di Bobby Paunescu “Francesca” sul tema della recente emigrazione verso l’Italia, oggi è stato lanciato nelle sale di cinema in Romania il film di Radu Gabrea realizzato nel 2008 e non distribuito ancora in Italia, Calatoria lui Gruber (“Il viaggio di Gruber”, in inglese Gruber’s Journey), sulla deportazione degli ebrei nella seconda guerra mondiale e al romanzo “Kaputt” (1944) di Curzio Malaparte, una delle prime e più importanti testimonianze letterarie sull’Olocausto.

Nel giugno del 1941, pochi giorni dopo l’attacco della Germania e della Romania contro l’Unione Sovietica, Curzio Malaparte, inviato di “Corriere della Sera” al fronte, arriva a Iaşi. Malaparte (interpretato da Florin Piersic jr.) soffre di una forte allergia e l’unica possibilità di salvarsi è di trovare un famoso medico ebreo che aveva studiato a Firenze, Josef Gruber (nel film, Marcel Iureş). Mentre lo cerca, scopre che pochi giorni c’era stato un pogrom contro gli ebrei della città; i sopravvissuti erano stati evacuati in treno verso una destinazione incerta. Per trovare Gruber, presumibilmente deportato, Malaparte si fa aiutare dal console italiano di Iaşi, Guido Sartori, ma si scontra con la burocrazia e l’atteggiamento grottesco delle autorità, che vogliono nascondere qualcosa delle atrocità commesse.


“Francesca”, il film romeno a Venezia: applausi e polemiche

4 Settembre 2009

Applausi e polemiche politiche per il film proiettato alla Mostra del cinema

“Francesca”, il film del regista romeno Bobby Paunescu, uscirà in Italia tra metà ottobre e novembre distribuito dalla Fandango di Domenico Procacci “senza cambiamenti rispetto alla versione proiettata a Venezia”. A chiarirlo, dopo le proteste di Alessandra Mussolini – che ha annunciato un’azione legale – per gli insulti rivolti a lei e al sindaco di Verona Flavio Tosi da uno dei protagonisti della pellicola, è stato proprio Procacci, arrivato alla Mostra del Cinema di Venezia per la presentazione del film che inaugura la sezione Orizzonti.

“La mia intenzione – afferma il produttore – è di rispettare il lavoro del regista. Quegli insulti sono parole che un personaggio del film pronuncia in un certo contesto. Non sono lo slogan o il centro del film. Se poi un’azione legale dovesse avere successo – aggiunge – valuteremo con il regista il da farsi”. Procacci ha spiegato di aver scelto di distribuire il film in Italia perché “si tratta di una gran bella pellicola e perché quello che il film racconta è importante che arrivi in Italia”.

Intanto, nella proiezione in anteprima per la stampa ci sono stati applausi a scena aperta per gli insulti nei confronti dei politici italiani. Il film, applaudito anche nel finale, è tutto incentrato “sulla crisi di identità che permea la società degli ex Paesi comunisti – come afferma lo stesso regista – senza alcun valore e punto fermo”, e racconta la storia di Francesca (l’attrice Monica Bîrlădeanu), una giovane maestra d’asilo romena che sogna di emigrare in Italia.

In realtà il film, che non vedrà mai realizzarsi l’arrivo in Italia della ragazza, è una pesantissima critica alla società romena. “Francesca – sottolinea il regista – è un’opera che tratta delle cose cui siamo fin troppo pronti a rinunciare nell’aspirazione a una vita migliore condotta altrove, mentre tutti si sforzano di trovare il loro posto nel mondo. Si tratta di una storia contemporanea sulla famiglia, sui rapporti, sul bisogno di fidarsi l’uno dell’altro e sulla necessità di affrontare i rischi che si incontrano lungo il cammino, ma anche di uno specchio su questo mondo violento, aggressivo e insicuro”, conclude il regista, che è un noto produttore romeno al suo debutto nel lungometraggio. (Fonte: Adnkronos).

Una breve intervista col regista Bobby Paunescu può essere letta qui.

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Aggiornamento 8 settembre (Il Gazzettino): BUCAREST (8 settembre) – Il premier romeno Emil Boc ha dichiarato che, durante la visita ufficiale che farà presto in Italia, discuterà con il collega italiano Silvio Berlusconi il caso del film “Francesca”, le cui proiezioni sono state sospese nei cinema veneziani.

«Si tratta della libertà di espressione e della creazione artistica. Credo sia un eccesso che vada risolto», ha detto Boc ieri sera in un programma alla tv privata B1 e citato oggi dai media romeni. «Discuterò questo aspetto (con Berlusconi – ndr), perché è una persona estremamente aperta e disposta ad affrontare qualsiasi argomento», ha aggiunto il premier.
La decisione di sospendere il film, che include nei dialoghi accuse di razzismo e insulti contro Alessandra Mussolini e il sindaco di Verona Flavio Tosi, era stata presa nei giorni scorsi dal Circuito Cinema Comunali di Venezia su richiesta della casa di distribuzione Fandango.
La fonte precisa che, durante la visita che farà a metà settembre in Italia, su invito del Presidente del Consiglio Berlusconi, Boc sarà anche ricevuto da Papa Benedetto XVI.


“Mar Nero”, in proiezione all’Accademia di Romania

2 Aprile 2009

Venerdì, 3 aprile, ore 19,00 Roma, Accademia di Romania, Sala Conferenze

Proiezione del film Mar Nero
(95’, regia Federico Bondi,
co-produzione Italia, Francia, Romania, 2008)


“Mar Nero”, il film di debutto del giovane regista Federico Bondi, è stato accolto con entusiasmo dalla critica italiana ed europea, vincendo ben tre premi alla 61-a edizione del Festival di Film di Locarno, 2008. La trama, declinata quasi esclusivamente al femminile, è costruita intorno all’incontro tra Gemma (Ilaria Occhini), una signora italiana anziana rimasta di recente vedova, e Angela (Dorotheea Petre), una giovane romena, arrivata da poco in Italia. L’obiettivo indaga su quelli spazi interiori, difficili ma privilegiati, in cui i due personaggi scoprono di aver bisogno l’una dell’altra.

Assisterà alla proiezione il produttore Francesco Pamphili.
In collaborazione con: FIRI – Forum degli intellettuali romeni d’Italia.


È morto Ştefan Iordache

14 Settembre 2008

È morto oggi, a Vienna, l’attore romeno Ştefan Iordache (3 febbraio 1941, Calafat – 14 settembre 2008, Vienna).

Filmografia: Un film con una ragazza affascinante (1967), Edizione speciale (1977), Il dottor Poenaru (1977), Le memorie di un antico scrigno (1979), L’ingoiatore di sciabole (1981), Il concorso (1982), Glissando (1984), Ciuleandra (1986), Novembre, l’ultimo ballo (1987), Coloro che pagano con la propria vita (1988), Perché suonano le campane, Mitică? (1990), Hotel di lusso (1992), Il più amato dei mortali (1993), Il faraone (2004)

La morte di Iordache avviene ad una settimana dalla scomparsa di un altro popolare attore, Ilarion Ciobanu (28 ottobre 1931 – 8 settembre 2008)


Ţara mea – La mia terra. Documentari sulla Romania di oggi, a Torino

11 Giugno 2008

ŢARA MEA – LA MIA TERRA

LA ROMANIA DI OGGI ATTRAVERSO GLI OCCHI DEI GIOVANI DOCUMENTARISTI

Torino, mercoledì 11 giugno 2008

Cinema MASSIMO 3, via Verdi 18

Ore 16.00: Last Peasants (Gli ultimi contadini)

Angus Macqueen, U.K., 2003, 150 min.

Introduce il film il Dott. Pietro Cingolani

The Last Peasants segue la vita di tre famiglie del piccolo villaggio romeno di Budeşti, famiglie accomunate dall’avere uno o più membri che hanno scelto la strada dell’immigrazione clandestina in Europa per superare le difficoltà economiche del proprio paese. Girato in Romania, a Londra, Parigi e Dublino, e con una lavorazione durata ben 4 anni, The Last Peasants narra non solo una storia di migranti, ma anche la scomparsa del mondo contadino romeno, sotto le spinte di una modernizzazione ormai inarrestabile.

Ore 20.30: Podul peste Tisa (Il ponte sul Tibisco)

Ileana Stanculescu, Romania, 2004, 75 min.

Introduce il film la regista Ileana Stanculescu

Uno dei ponti che attraversano il fiume Tibisco ha una lunga e complicata storia: è il ponte che collega Sighet e Slatina. Sighet è una piccola cittadina nel nord della Romania vicino al confine tra Romania e Ucraina e Slatina è la cittadina confinante sulla riva ucraina del fiume. Il ponte è stato costruito durante l’impero Austro Ungarico e distrutto subito prima della fine della seconda guerra mondiale. Una fitta rete di legami familiari, culturali ed economici è stata frantumata nel secondo dopoguerra. La riva nord è diventata parte dell’Unione Sovietica mentre la riva sud è continuata ad essere romena. Il fiume Tibisco ha separato le due città per più di cinquant’anni, fino a quando…

Ore 22.30: Satul şosetelor (Il villaggio delle calze)

Ileana Stanculescu, Romania/Germania, 2006, 78 min.

Introduce il film la regista Ileana Stanculescu

Nel piccolo villaggio di Viscri (in tedesco, Deutschweisskirch), nel cuore della Transilvania, tutte le donne producono calzetti. Un anziano musicista tedesco vende i calzetti in Germania, in Austria e in altri Paesi europei. Si è innamorato di Viscri, ha deciso di trasferirsi e insegna il tedesco ai bambini del posto. Il paese si è spopolato, dopo che la maggioranza dei sassoni è partita con la fine del comunismo. A Viscri non c’è lavoro, ma molti turisti cominciano ad arrivare per visitare l’antico castello e la produzione di calzetti. Questo documentario è il ritratto di un villaggio speciale, isolato in un magnifico paesaggio ma ancora pieno di vita.

L’intero programma si trova su www.fieri.it e su www.comune.torino.it/cultura/biblioteche

FIERI – Forum Internazionale ed Europeo di Ricerche sull’Immigrazione
International and European Forum on Migration Research
Via Ponza, 3
10121 Torino – Italy
Tel. +39 011 5160044
Fax +39 011 5176062