Dal PIR, voto di protesta alle presidenziali in Romania

19 Novembre 2009

Il PIR propone di votare scheda bianca alle presidenziali in Romania. Intervista a Giancarlo Germani, presidente del Partito “Identità Romena”

(FIRI, 19 nov. 2009, Roma)

Ha fatto molto scalpore, nel mondo della diaspora romena, la notizia del neonato MRE – Movimento dei Romeni d’Europa, di cui, data la composizione eterogenea (associazioni e partiti veri e propri tra cui il Pir) e l’assenza di uno Statuto o di altri elementi precisi, non è chiaro se si tratta di un movimento politico o no. Anche perché la prima iniziativa è stata quella di invitare i romeni a votare scheda bianca per protestare contro tutti i candidati iscritti in corsa per le elezioni presidenziali di domenica prossima. Perché la scheda bianca?

Il Mre è nato riprendendo una idea del Segretario del Pir Mihai Muntean, di creare un brand sotto il quale riunire tutte le organizzazioni romene. Pur avendo all’interno alcuni Partiti espressioni delle comunità di residenza come Il Pir in Italia ed il Pirum in Spagna, il Mre non fà politica ma è un contenitore delle varie componenti delle comunità romene le quali continuano a fare in piena libertà ed autonomia quello che facevano ed hanno fatto prima la legate adesso da un simbolo e da una idea di unità e di collaborazione tra di loro. I partiti romeni, tutti, chi più chi meno, non hanno mai avuto una politica seria verso la diaspora. Perciò, le organizzazioni della diaspora europea che hanno fondato il Mre hanno deciso che era ora di lanciare un segnale forte sia alle comunità della diaspora che ai politici romeni: così non si può andare avanti.

La scheda bianca, strumento per capitalizzare il malcontento?

No, il voto in bianco è uno strumento di protesta ed è l’unica arma che i milioni di romeni emigrati per necessità hanno per tentare di instaurare quel dialogo serio e vero con le istituzioni romene che è sin qui sempre mancato.

Ma allora le associazioni, per esempio, cosa devono pensare di un movimento della diaspora avviato da due Partiti, che si dice apolitico ma che di fatto è anche politico?

Molte organizzazioni dei romeni all’estero sono a parole apolitiche, ma soltanto perché sono controllate dai partiti romeni o per vendersi meglio al miglior offerente di volta in volta.

A Roma abbiamo avuto associazioni che non solo hanno fatto campagna per i partiti romeni ma qualcuno anche per tre partiti alla volta. E spesso sono proprio quelle associazioni o quei personaggi che hanno disertato manifestazioni organizzate dal Pir perché loro “non fanno politica”, io aggiungerei che non la fanno alla luce del sole.

E’ di questa politica apolitica che bisogna avere paura, non di quella fatta da chi come il Pir od il Pirum ha nell’interesse delle rispettive comunità l’unica sua stella polare.

Certo. Ma si sa che i partiti, non solo in Italia o in Romania, hanno la tentazione “naturale” di controllare le associazioni e queste a loro volta hanno spesso bisogno di aiuto istituzionale o politico per raggiungere le gli obiettivi. I confini tra associazionismo e politica non sono chiari a molti, perché mentre i partiti sono delle associazioni, non tutte le associazioni sono partiti o entità con finalità politiche. E quindi, per tornare al Movimento, quali sono le finalità che si prefigge?

Lo scopo del Mre è quello di promuovere, attraverso la collaborazione di tutte le organizzazioni romene della diaspora e quest’ombrello comune costituito dal Mre in tutta Europa (per ora Spagna, Italia, Portogallo, Austria, Serbia, Germania, Moldova) l’immagine della Romania, il sentimento di unità e di appartenenza comune sia verso le comunità romene che verso l’esterno, favorendo contatti e scambi di informazione, di esperienze e la possibilità di costruire progetti comuni tra i vari membri del Mre.

Praticamente ci proponiamo di rendere l’associazionismo romeno meno individualista e velleitario costruendo ponti e contatti sinora inesistenti, e siamo fieri di averlo fatto senza alcun aiuto esterno e quindi senza alcuna ingerenza.

Si fa spesso appello all’unità dei romeni, non solo in Italia dove la situazione è degenerata, ma in generale nella diaspora. Ma l’ottenimento di un diritto individuale dev’essere condizionato dalla “unità” di un gruppo etnico o sociale? Se un tifoso laziale è insultato o picchiato in quanto tale, deve prima contribuire all’unità della tifoseria laziale per sperare di avere riconosciuti i diritti individuali davanti alla legge? E tale contributo, da chi sarà valutato e con quali criteri?

E’ chiaro che i romeni possono tranquillamente entrare nelle organizzazioni italiane, sia sociali che politiche, come alcuni hanno già fatto ed intraprendere un loro cammino individuale che è perfettamente legittimo.

Ma è altrettanto chiaro che qualche candidato romeno, per esempio eletto in Italia nel Pdl o nel Pd, non potrà aiutare la propria comunità perché sarà una goccia romena in un mare di italiani che hanno altri interessi da tutelare.

“Goccia romena in un mare di italiani”: ma così la faccenda non è affrontata in termini etnici?

No, non è affrontata in termini etnici, è affrontata in termini reali, l’individuo singolo ha molte meno difese di un gruppo di individui che hanno delle origini e degli interessi in comune e che dovrebbero solidarizzare tra di loro. Sinora queste componenti sono in larga parte mancate nella immigrazione romena che non a caso è la meno rispettata sotto ogni punto di vista.

L’unità della comunità romena conviene ai romeni, perché uno, due, tre non contano nulla, già 300-400.000 persone legate dal vincolo della comune nazionalità e dalla comunità di intenti di inserirsi con dignità e coscienza nella società italiana come individui ma anche come comunità socio-culturale, possono contare ed ottenere molto di più.

Perché possono contare e ottenere molto di più?

Perché un tifoso che và allo stadio da solo e isolato rischia di prendere le botte da tutti (e questo è quello che è successo ai romeni in Italia sinora), mentre un tifoso che si organizza ed appartiene ad un gruppo organizzato è più sicuro, ottiene delle agevolazioni, sui trasporti, sui biglietti etc.

L’idea è molto chiara. D’ora in poi, con la nascita del Mre, le energie del Pir dove saranno concentrate di più: sulla diaspora, sulla Romania, sull’Italia?

Per noi il Mre è un brand che cerca di raccogliere più organizzazioni della stesa comunità sotto una bandiera comune e per uno scopo comune sul quale sarebbe assurdo dividersi se non ci si fosse già divisi troppe volte. Il Mre è la prova che si può dialogare e costruire qualcosa insieme, anche se per ora è necessario scegliersi i compagni di viaggio perché non tutti hanno gli stessi intenti, c’è chi vuole dividere e frammentare a tutti i costi per motivi politici. Non è un caso che il Mre sia nato da organizzazioni libere da ogni condizionamento da Bucarest… a buon intenditor poche parole.

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Un breve video con recenti considerazioni dell’avv. Germani sul Pir, la diaspora e le elezioni in Romania può essere visionato al link http://www.youtube.com/watch?v=w8iRSIK39Lk




Accordo di cooperazione culturale italo-romena a Catania

25 Ottobre 2009

Catania, 23 ottobre 2009

Un Accordo di Cooperazione tra la Facoltà di Lingue e Letterature straniere e l’Associazione romeno-italiana “Concordia” è stato firmato venerdì scorso all’Ex Monastero dei Benedettini di Catania, secondo un comunicato stampa pubblicato sul sito dell’associazione.

L’accordo mira alla promozione di progetti volti ad intensificare e diffondere lo studio dei fenomeni socio-culturali connessi alla presenza delle comunità straniere, in particolare quella romena, nel territorio della provincia di Catania; la conoscenza della lingua italiana da parte dei nuovi cittadini comunitari e la loro formazione professionale; lo studio del patrimonio storico e culturale della Sicilia e della Romania; gli accordi e gli scambi scientifici e culturali con le istituzioni romene.

Il Preside della Facoltà di Lingue, prof. Nunzio Famoso, ha auspicato che la firma dell’Accordo possa essere un significativo passo avanti nel dialogo interculturale con la comunità romena, la più cospicua nella provincia di Catania.

Da parte sua, dott. Vasile Mutu, Presidente dell’Associazione “Concordia”, nonché Consigliere della Provincia Regionale di Catania per i rapporti con la comunità romena, ha annunciato l’organizzazione della prima iniziativa congiunta nel mese di dicembre, la seconda edizione della manifestazione “Il volto della Romania”, dedicata all’arte medioevale romena e alla rievocazione dei 20 anni dalla Rivoluzione romena del 1989.

I firmatari dell'Accordo, Vasile Mutu (a sinistra) e Nunzio Famoso

I firmatari dell'Accordo, Vasile Mutu (a sinistra) e Nunzio Famoso


Minoranza italiana in Romania: una richiesta d’aiuto

17 Agosto 2009

di Horia Corneliu Cicortas

Navigando recentemente in rete, ho scoperto una lettera particolare; un documento molto interessante  per chi è sensibile al tema delle minoranze e, in particolare, alle sorti della comunità italiana in Romania, poco nota tanto agli abitanti della Romania quanto agli stessi italiani d’Italia. Secondo le stime attuali, in Romania vivono circa 220 mila italiani: quasi tutti però, sono arrivati nei vent’anni successivi alla caduta del regime comunista. Gli italiani di oggi sono molto numerosi nel Banato (zona di Timisoara) e nella Transilvania, ma si trovano in tutte le regioni della Romania, là dove hanno creato piccole o medie imprese e numerosi bar, pizzerie e ristoranti.

Accanto agli italiani di recente immigrazione, vi è però anche una piccola minoranza italiana storica, risalente alla fine dell’Ottocento e ai primi decenni del Novecento. Cento anni or sono, italiani provenienti da alcune regioni allora povere (in particolare, dal Veneto e dal Friuli), migravano infatti in Romania per lavorare nelle miniere, sui cantieri delle ferrovie o nell’edilizia. Su questo tema è stato del resto pubblicato un libro recente (Veneti in Romania, a cura di R. Scagno, Longo Editore, Ravenna, 2008). Secondo ricerche storiche, tra la fine dell’800 e la seconda guerra mondiale vi si trasferirono 130.000 italiani.

Oggi la minoranza italo-romena ha, come altre minoranze del Paese tutelate dalla Costituzione del 1991, un rappresentante permanente nel Parlamento di Bucarest. Gli italiani “storici” hanno, al pari degli italiani “recenti”, diverse associazioni di tutela culturale e identitaria (per esempio, ROASIT, ovvero l’Associazione degli italiani della Romania), dato anche il fatto che in seguito all’instaurazione del comunismo sovietico nel 1948, gli italiani che avevano deciso di restare in Romania hanno dovuto rinunciare alla cittadinanza italiana. Tra la piccola minoranza italiana storica e la numerosa comunità di piccoli imprenditori di oggi non sembra però ci siano al momento legami particolari, anche in virtù delle rispettive carratteristiche ed esigenze, che sono in buona parte diverse.

Ad esempio, nel distretto di Tulcea, nel sud-est del Paese, vive una vecchia comunità italiana che condivide molti dei problemi con cui si confrontano la maggior parte delle comunità rurali situate in aree remote o poco sviluppate della Romania, rischiando di fatto l’estinzione per spopolamento e perdita della propria identità. In questo senso, basta leggere la seguente lettera, inviata da un anziano parroco locale alla parroco della chiesa italiana di Bucarest, lettera che è stata pubblicata sul sito di quest’ultima proprio per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle sorti della comunità italiana. Per questo motivo, FIRI non può ignorarla. Un’opportunità per riflettere e – augurabilmente – per dare una mano.

Lettera del parroco di Greci

Per argomenti simili trattati sul sito web di FIRI, si veda anche http://firiweb.wordpress.com/2009/04/16/quando-erano-gli-emigrati-italiani-ad-essere-criminalizzati/


Romania: inaugurato istituto “Nadia Comaneci” per bambini svantaggiati

11 Luglio 2009

L’ex campionessa romena Nadia Comaneci ha inaugurato mercoledì 8 luglio a Bucarest un istituto per bambini svantaggiati che reca il suo nome.

Stando all’agenzia Agerpres, la famosa ginnasta ha donato circa un milione di euro per la costruzione dell’edificio destinato ad offrire ogni giorno a cento bambini poveri tre pasti caldi, vestiti e calzature, corredo scolastico e vari corsi gratuiti. I bimbi avranno a disposizione anche computer, 14 ambulatori, sei laboratori e una farmacia. L’impianto funziona presso la fondazione e la chiesa “San Spiridon il Vecchio” di Bucarest e l’iniziativa di costruirlo è del parroco Ioan Iordache, che ha consegnato a Nadia un’onorificenza conferita dal patriarca della Chiesa ortodossa romena, Daniel. “Impegnarmi in questo progetto è stato per me un onore”, ha detto Nadia, giunta all’inaugurazione insieme al marito, l’ex ginnasta americano Bart Conner e al loro figlio di tre anni, Paul Dylan. Lo stato romeno deve riconoscere i propri limiti dal punto di vista sociale e ammettere che ha bisogno di partner, come le ong, la chiesa e le personalità, ha detto il presidente del Senato, Mircea Geoana, presente all’inaugurazione, insieme alla presidente della Camera, Roberta Anastase, e al sindaco di Bucarest, Sorin Oprescu. (Fonte: ANSA)


Il Premio Letterario “Insula Europea” – prima edizione

15 Giugno 2009

Riceviamo dall’Associazione amica NUBE (Nuova Biblioteca Europea) il seguente comunicato, riguardante la Prima edizione del Premio Letterario “Insula Europea”, destinato a giovani narratori europei (under 35) che abbiano pubblicato in un Paese dell’UE un’opera ancora inedita in Italia:


Nell’ambito del progetto “Ottobre piovono libri. I luoghi della lettura” promosso dal Centro per il Libro, in collaborazione con la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, l’Unione delle Province d’Italia e l’Associazione Nazionale Comuni Italiani, parallelamente al premio letterario “Insula romana” rivolto a opere letterarie edite in italiano,

l’Associazione Pro Loco di Bastia Umbra, con il concorso delle Associazioni NubeVoci di Babele,

bandisce la I edizione del premio letterario internazionale “Insula Europea” rivolta ad autori under 35, cittadini della Unione Europea, che abbiano pubblicato un’opera di narrativa, inedita in Italia, in una nazione dell’Unione Europea, in una delle lingue ufficiali della stessa.

Possono concorrere al premio tutte le opere edite dopo il 31 gennaio 2008.

La partecipazione al concorso è gratuita ed è ammessa una sola opera per autore.

L’opera dovrà pervenire in n. 3 copie, con relativi recapiti dell’autore, al seguente nominativo e indirizzo:

Premio letterario “Insula europea”, c/o Carlo Pulsoni

Facoltà di Lettere

piazza Morlacchi 11

06123 Perugia

Italia

entro il 31 luglio 2009. Le opere pervenute dopo questa data non saranno valutate.

Le opere non saranno restituite.

Info e bandi relativi (in più lingue), scaricabili qui: http://www.insulaeuropea.eu/


Quando la notizia diventa sciacallaggio

11 Aprile 2009

COMUNICATO STAMPA congiunto FIRI, ERI e Amici della Romania

Quando la notizia diventa sciacallaggio

Roma, 11 aprile 2009

Le associazioni italo-romene Forum degli intellettuali romeni d’Italia (FIRI), EuRomeni d’Italia (ERI) e Amici della Romania denunciano l’ennesimo tentativo di colpevolizzazione dei romeni ad opera dei media italiani. In seguito ad un presunto atto di sciacallaggio ad opera di quattro cittadini romeni residenti in Abruzzo, fermati ieri a San Panfilo d’Orce vicino L’Aquila dai carabinieri e assolti in seguito dal giudice monocratico del processo per direttissima perché il fatto non sussiste, le agenzie di stampa riprese dai media e dalle TV hanno diramato la relativa notizia, mettendo in evidenza, in maniera strumentale e diffamatoria, la nazionalità delle quattro persone ingiustamente accusate. Colpisce che ad avvallare una simile notizia sia stato lo stesso capo del governo, Silvio Berlusconi, nel corso della sua conferenza stampa di ieri sera alla caserma della Guardia di finanza, dando così risalto ad una notizia che riportava accuse rivelatesi in seguito false. Come nel recente caso di Karol Racz e di Alexandru Loyos Isztoika, la semplice nazionalità di persone sospettate di reati diventa subito occasione per un linciaggio mediatico fomentato da mass-media e da esponenti del mondo politico, i quali non sono altrettanto attenti a sottolineare la nazionalità delle tante vittime straniere nei fatti di cronaca nera, nel caso delle frequenti morti bianche oppure, come in questo caso, il tributo di vite nello stesso sisma abruzzese, in cui sono morti almeno cinque romeni accertati. Le associazioni italo-romene fanno un appello al mondo delle istituzioni e dei media ad abbandonare il vicolo cieco della tensione interetnica e a mantenere invece un profilo professionale adeguato per una informazione libera e corretta.

Radu Motoca (segretario FIRI), Octavian Neamu (pres. EuRomeni), Alina Harja (pres. Amici della Romania)


Le Associazioni italo-romene aiutano i terremotati d’Abruzzo

11 Aprile 2009

Le Associazioni italo-romene aiutano le vittime del terremoto in Abruzzo

Nei giorni scorsi, in seguito al terribile terremoto che ha colpito l’Abruzzo provocando quasi trecento morti (di cui  cinque accertati di origine romena), numerosi feriti e migliaia di edifici distrutti o danneggiati, le associazioni locali dei romeni, in particolare a L’Aquila e a Sulmona, si sono adoperate fin da subito per dare il loro contributo concreto a favore dei terremotati. Allo stesso tempo, altre associazioni italo-romene si sono attivate, partecipando direttamente ai soccorsi degli sfollati immigrati (come ad esempio Silviu Ciubotaru, presidente dell’Associazione “Noi suntem români”) oppure alla raccolta di beni di prima necessità, organizzata dalla Federazione delle Associazioni per i Romeni in Italia, il cui rappresentante legale e portavoce dell’Associazione EuRomeni d’Italia, Fabio Maria Galiani si è recato all’inizio della settimana nella zona interessata dal sisma per organizzare, in coordinamento con le associazioni e i volontari locali, le operazioni di raccolta di aiuti a sostegno degli sfollati più bisognosi, indipendentemente dalla loro nazionalità. (Fonte: FIRI; foto: www.corriere.it).

COMUNICATO STAMPA: Solidarietà e aiuti alle persone colpite dal terremoto in Abruzzo

Roma, 10 aprile 2009. Le Associazioni aderenti a F.A.R.I., Federazione delle Associazioni per i Romeni in Italia (costituita il 25 giugno 2008), stanno organizzando l’invio di aiuti in favore delle persone, di qualsiasi nazionalità, colpite dal sisma in Abruzzo, alle quali esprimono profonda solidarietà. Nei giorni 6 e 7 aprile Fabio Maria Galiani, Portavoce dell’Associazione EuRomeni d’Italia nonché Coordinatore F.A.R.I., si è recato personalmente nelle zone colpite dal terremoto, nei luoghi degli scavi tra le macerie e nei campi di soccorso in via di allestimento, tra i quali Onna, Paganica, Bazzano, Poggio Picenze, San Gregorio e L’Aquila, per verificare le necessità più impellenti e le condizioni degli sfollati, non solo di nazionalità romena, accertare eventuali disparità di trattamento, ed organizzare i primi soccorsi. Nei prossimi giorni le Associazioni aderenti a F.A.R.I. invieranno volontari nelle zone terremotate per fornire il loro contributo. L’iniziativa di solidarietà è aperta all’adesione di cittadini, associazioni ed altri enti privati e pubblici, italiani o stranieri. (Info: Fabio Maria Galiani, cell. 339-1246254)


Caso Racz: due associazioni chiedono al Majestic di ripensarci

30 Marzo 2009

Comunicato stampa congiunto FIRI ed ERI

“Inaccettabile comportamento dell’Hotel Majestic di Roma”.

Roma, 29 marzo 2009

Le associazioni FIRI (Forum degli Intellettuali Romeni d’Italia) ed ERI (EuRomeni d’Italia), nell’ambito delle iniziative a tutela del rispetto del principio fondamentale di presunzione di innocenza e contro ogni forma di pregiudizio nei confronti degli stranieri presenti in Italia, lanciano un appello all’Hotel Majestic di Roma perché ritorni sui suoi passi ed assuma, come annunciato, Karol Racz.

Non è tollerabile, infatti, che una struttura alberghiera di tale prestigio ceda di fronte alle posizioni ostili ingiustificabili e frutto di inaccettabile pregiudizio di alcuni suoi dipendenti.

Se l’Hotel Majestic dovesse confermare la non assunzione di Karol Racz in virtù di tali comportamenti, FIRI ed ERI valuteranno se lanciare una pubblica campagna internazionale volta ad invitare i potenziali clienti a non alloggiare presso la struttura in questione e, sussistendone i presupposti, a richiedere l’intervento dell’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR).

FIRI ed ERI si stanno attivando, inoltre, per reperire – come già fatto per Alexandru Loyos Isztoika – una dimora anche a Karol Racz, il quale, dopo essere stato “eroe” per un giorno, scemato l’interesse commerciale nei suoi confronti, porta ancora un marchio indelebile frutto di un errore giudiziario, nonostante la bocciatura delle ipotesi accusatorie nei suoi confronti da parte del Tribunale del Riesame ed in virtù degli accertamenti scientifici espletati.

Dr. Horia Corneliu Cicortas, Presidente F.I.R.I. (cell. 349-7562472)

Avv. Fabio Maria Galiani, Portavoce E.R.I. (cell. 339-1246254)


Alexandru Loyos: il primo alloggio dopo il carcere

29 Marzo 2009

Comunicato stampa congiunto FIRI ed ERI

Roma, 28 marzo 2009

Le associazioni FIRI (Forum degli Intellettuali Romeni d’Italia) ed ERI (EuRomeni d’Italia), invocando il rispetto del principio fondamentale di presunzione di innocenza anche nel caso di indagati di origine straniera o appartenenti a fasce sociali deboli, hanno provveduto a fornire ad Alexandru Loyos Isztoika, il giorno del suo rilascio, il primo alloggio da persona libera.

L’iniziativa vuole essere un atto simbolico di solidarietà a chi è stato ingiustamente trattenuto in carcere per più di un mese, anche dopo la decisione del Tribunale del riesame che ha stabilito l’estraneità sia di Racz che di Loyos ai fatti che hanno fornito ai media e agli ambienti politici il pretesto per colpevolizzare di nuovo i romeni presenti in Italia.

Le due Associazioni si augurano, insieme alla società civile italiana, che questo caso serva in futuro da lezione per i media, il cui dovere è quello di fornire un’informazione libera ed accurata, scevra da eventuali pressioni politiche, ideologiche o irrazionali, come anche da sensazionalismi per fini “commerciali”, che rischiano di avvelenare inutilmente il clima sociale italiano.

Dr. Horia Corneliu Cicortas, Presidente F.I.R.I. (cell. 349-7562472)

Avv. Fabio Maria Galiani, Portavoce E.R.I. (cell. 339-1246254)


Revocata alla Badescu la qualifica di membro d’onore del PIR

11 Marzo 2009

Il partito dei romeni d’Italia (PIR) revoca la qualifica alla Badescu

(Fonti: PIR, roma.repubblica.it/)

Roma, 10 marzo 2009

Revocata ieri a Ramona Bădescu la qualifica di membro d’onore del PIR (Partito dei Romeni d’Italia-Identità Romena). Lo ha reso noto il partito stesso in una nota.

“Il Partito dei Romeni d’Italia-Identità Romena – si legge nella nota – preso atto delle recenti dichiarazioni rese alla stampa romena dall’attrice, membro d’onore del Partito, preso atto che tali dichiarazioni ledono gravemente l’immagine del Partito stesso e che sono in palese contrasto con la qualifica di membro di onore sin qui ricoperta dalla signora Bădescu, revoca con effetto immediato la qualifica di membro di onore del Partito conferito sin dal 2007 alla signora Ramona Bădescu alla quale comunque si augura ogni bene per il prosieguo della Sua attività artistica”.

Tali dichiarazioni ostili sono state peraltro rese dalla Bădescu “sia nel suo ruolo di consigliere del sindaco Alemanno, sia nella sua recente qualità di portavoce FARI”, ha ricordato oggi il segretario nazionale del PIR Mihai Muntean, in una conversazione col presidente del FIRI.

Si ricorda qui che la “FARI” che ha come portavoce Ramona Bădescu, è un’associazione nata all’inizio di febbraio, omonima della già preesistente Federazione delle Associazioni per i Romeni in Italia, la quale ha subito un attacco fraudolento col concorso della stessa ex-soubrette – cfr. su questi temi il seguente link).